Lorena Isceri avrebbe cercato fino all’ultimo di salvarsi. Rinchiusa nel bagagliaio di un’auto, la donna sarebbe riuscita a telefonare alla madre, a un amico e infine al 112. Agli operatori avrebbe riferito di essere stata rapita dall’ex compagno e di temere per la propria vita. Nonostante l’immediata mobilitazione delle forze dell’ordine, la vicenda si è conclusa tragicamente su un viadotto dell’autostrada A1, nel Fiorentino.
Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, Federico Vella avrebbe aggredito Lorena nel garage della sua abitazione, nella zona di Rifredi, a Firenze. Successivamente l’avrebbe costretta a entrare nel bagagliaio del veicolo, per poi dirigersi verso l’autostrada. Gli accertamenti sono coordinati dalla Procura di Firenze e affidati alla Squadra mobile.
Le telefonate di Lorena dal bagagliaio
Durante il tragitto, Lorena avrebbe trovato nel bagagliaio uno zaino contenente un telefono. Grazie a quell’apparecchio sarebbe riuscita a stabilire alcuni brevi contatti con l’esterno. Prima avrebbe chiamato la madre, poi un amico. In entrambi i casi, però, la comunicazione si sarebbe interrotta.
La donna avrebbe quindi contattato il numero unico di emergenza 112. Durante la telefonata avrebbe spiegato agli operatori di essere stata sequestrata dall’ex compagno e rinchiusa nel bagagliaio. Avrebbe inoltre cercato di fornire indicazioni utili per individuare la vettura e seguirne gli spostamenti.
La sala operativa della Questura di Firenze ha avviato immediatamente le ricerche. Attraverso le informazioni disponibili e le immagini delle telecamere, gli agenti sono riusciti a identificare il veicolo e a localizzarlo lungo l’autostrada.
La vettura individuata sul viadotto dell’A1
Una pattuglia della Polizia stradale ha raggiunto il mezzo sul viadotto Lora, nel tratto dell’A1 Panoramica compreso tra il bivio con la Direttissima e Roncobilaccio, in direzione Bologna. Quando gli agenti sono arrivati, l’automobile era ferma sul ponte.
In base agli elementi raccolti finora, Federico Vella avrebbe aperto il bagagliaio dopo essersi accorto che Lorena stava utilizzando il telefono. La donna sarebbe stata successivamente spinta dal viadotto. Poco dopo, anche l’uomo si sarebbe lanciato nel vuoto, nonostante il tentativo dei poliziotti di fermarlo e riportarlo in sicurezza.
I soccorritori del 118, i Vigili del fuoco e gli investigatori sono intervenuti sul posto. I corpi sono stati individuati nel terreno sottostante al viadotto. Per consentire i rilievi, il tratto autostradale interessato è stato temporaneamente chiuso al traffico.
L’autopsia e gli accertamenti della Procura
La Procura di Firenze ha disposto l’autopsia sui corpi. L’esame dovrà chiarire diversi aspetti della dinamica e, in particolare, accertare le condizioni di Lorena nel momento della caduta. Proprio su questo punto, infatti, le prime ricostruzioni giornalistiche non risultano ancora completamente concordanti.
Gli investigatori stanno analizzando anche i telefoni delle due persone coinvolte, le immagini registrate dalle telecamere presenti lungo l’autostrada e i filmati delle bodycam indossate dagli agenti intervenuti. Questi elementi potranno aiutare a ricostruire con maggiore precisione la sequenza degli avvenimenti.
Al momento, inoltre, non risulterebbero precedenti denunce o querele presentate dalla donna nei confronti dell’ex compagno. Anche questo aspetto sarà esaminato dagli inquirenti insieme ai messaggi e alle comunicazioni intercorse nelle settimane precedenti.
La relazione terminata e i messaggi sui social
Lorena Isceri e Federico Vella avevano avuto una relazione, conclusa da poco secondo quanto emerso dalle prime indagini. Nelle settimane precedenti alla tragedia, l’uomo aveva pubblicato sui social alcuni contenuti dedicati alla fine del rapporto.
Poche ore prima dell’accaduto sarebbe comparso anche un messaggio di addio. Gli investigatori stanno verificando se tali pubblicazioni possano contribuire a dimostrare una pianificazione dell’aggressione. Ogni valutazione definitiva, tuttavia, dovrà basarsi sui risultati degli accertamenti tecnici e investigativi.
La vicenda viene trattata dagli inquirenti come un caso di femminicidio seguito dal suicidio dell’ex compagno. Restano ancora da chiarire alcuni passaggi, a partire dall’esatta successione dei fatti tra il sequestro avvenuto a Firenze e l’arrivo della vettura sul viadotto.
Le indagini proseguono
La ricostruzione resta dunque affidata alla Procura e alla Polizia di Stato. Le verifiche sulle telecamere, sui dispositivi elettronici e sui reperti raccolti dovranno stabilire tempi e modalità dell’aggressione. Sarà inoltre necessario comprendere se qualcuno fosse a conoscenza delle intenzioni dell’uomo o avesse ricevuto messaggi nelle ore precedenti.
La morte di Lorena Isceri riporta ancora una volta al centro dell’attenzione la violenza contro le donne e il rischio che può accompagnare la fine di una relazione. Il termine di un rapporto non può mai trasformarsi in possesso, persecuzione o violenza.
Chi subisce violenza o stalking può contattare gratuitamente il numero 1522, attivo 24 ore su 24. Il servizio offre ascolto e orientamento verso i centri antiviolenza e le strutture presenti sul territorio.
