Un video diventato virale sui social ha scatenato indignazione internazionale. Le immagini, girate nell’area di Ras Al Hadd in Oman, mostrano alcuni turisti mentre si siedono sul carapace di una tartaruga marina e maneggiano anche piccoli appena nati. Dopo la diffusione del filmato è intervenuta direttamente l’Environment Authority dell’Oman, che ha confermato l’avvio delle necessarie procedure legali.
Il caso è esploso nelle ultime ore dopo che il video è stato rilanciato da numerosi account e testate internazionali. Secondo quanto riportato da Times of Oman e Gulf News, le autorità hanno considerato il comportamento una violazione delle regole sulla protezione della fauna selvatica.
Il video della tartaruga in Oman: cosa si vede
Nel filmato si vedono turisti avvicinarsi alle tartarughe nell’area di nidificazione, salire sul guscio di un esemplare e prendere in mano piccoli appena nati. Le immagini hanno provocato una forte reazione sui social proprio perché Ras Al Hadd è una delle zone più importanti dell’Oman per la nidificazione delle tartarughe marine.
La vicenda richiama un tema già affrontato più volte anche su Oiusho: il rapporto tra persone, turismo e animali selvatici. Nei mesi scorsi avevamo raccontato il caso di Rita De Crescenzo e della scimmietta acquistata in Egitto, una storia che aveva sollevato dubbi e polemiche sull’interazione con animali esotici.
L’Environment Authority: “Presi provvedimenti legali”
L’Environment Authority dell’Oman ha dichiarato di aver seguito con attenzione il video circolato online e di aver preso le necessarie azioni legali nei confronti della persona coinvolta. L’autorità ha ribadito che non saranno tollerati comportamenti capaci di danneggiare la fauna selvatica o mettere a rischio gli habitat naturali.
Il messaggio rivolto a cittadini, residenti e turisti è stato molto chiaro: nelle aree di nidificazione non bisogna toccare, avvicinare o disturbare le tartarughe. I visitatori devono mantenere una distanza adeguata e rispettare le indicazioni delle guide e del personale presente sul posto.
L’Oman, inoltre, porta avanti programmi specifici per la protezione delle tartarughe. All’inizio di settembre, secondo i dati diffusi dalle autorità locali e riportati da Times of Oman, squadre di volontari e operatori avevano contribuito a riportare in mare oltre 6.000 piccoli e a soccorrere centinaia di esemplari adulti rimasti in difficoltà.
Chi sono i turisti ripresi nel video
Secondo People, tra i protagonisti del video ci sarebbe il fitness influencer ucraino Vadym Oleynik, insieme alla compagna Olena Kravchenko. Oleynik avrebbe successivamente rimosso i contenuti e pubblicato delle scuse, sostenendo di non conoscere le regole e di non aver avuto intenzione di arrecare danno agli animali.
Al momento, però, è importante distinguere ciò che è stato confermato da ciò che circola sui social. Le autorità omanite hanno comunicato l’avvio di procedure legali, ma non risulta una conferma ufficiale di un arresto. Per questo motivo eventuali riferimenti a un fermo o a una detenzione vanno trattati con cautela finché non arriveranno comunicazioni ufficiali.
Perché toccare le tartarughe e i piccoli è vietato
Le regole nelle aree di nidificazione non sono un dettaglio burocratico. Avvicinarsi troppo agli animali, toccarli o interferire con i piccoli può alterare il loro comportamento naturale e disturbare una fase molto delicata del ciclo riproduttivo. Proprio per questo le autorità insistono sul rispetto delle distanze e sul divieto di manipolare gli animali.
Il tema della tutela animale continua a provocare forte sensibilità anche in Italia. Di recente abbiamo raccontato la vicenda dei cuccioli morti a Sciacca dopo essere stati lasciati sotto il sole e quella del cucciolo di volpe salvato sull’Appia Antica.
Il caso diventa un monito per il turismo nelle riserve naturali
La vicenda di Ras Al Hadd è diventata rapidamente un esempio di ciò che non dovrebbe accadere nelle aree naturali protette. Le foto e i video destinati ai social possono trasformarsi in un problema quando la ricerca dello scatto prevale sul rispetto degli animali e dell’ambiente.
L’Environment Authority ha invitato anche a segnalare comportamenti che possano danneggiare la fauna selvatica, ricordando che la tutela della biodiversità è una responsabilità condivisa. Il caso resta aperto e saranno le autorità omanite a chiarire quali conseguenze concrete avrà l’azione legale annunciata.
