È morto Giuseppe “Beppe” Angiolini, conosciuto nel mondo della moda come Beppe Sugar. L’imprenditore aretino, fondatore dello storico concept store Sugar e figura di riferimento per i buyer italiani, si è spento nella sua abitazione di Arezzo nelle prime ore di sabato 17 ottobre 2026. Aveva 73 anni: era nato il 5 dicembre 1952 e avrebbe compiuto 74 anni tra poche settimane. Secondo le ricostruzioni pubblicate dalle principali testate, era malato da tempo.
Il suo nome era legato a un modo di interpretare la moda che andava oltre la vendita degli abiti: ricerca di nuovi stilisti, attenzione alle tendenze internazionali e valorizzazione di Arezzo come luogo capace di dialogare con il mondo del lusso e del design. La notizia della scomparsa ha suscitato cordoglio nel settore della moda e tra le istituzioni del territorio.
Chi era Beppe Angiolini, il fondatore di Sugar
Nato ad Arezzo il 5 dicembre 1952, Angiolini aveva costruito la propria carriera partendo dalla sua città. Nel 1978 avviò un’attività commerciale in Corso Italia, nel cuore del centro storico. Da quella prima boutique prese forma Sugar, un progetto destinato a diventare un riferimento per chi cercava proposte di moda non convenzionali, nuovi marchi e una selezione personale delle collezioni.
Angiolini era un buyer, cioè un professionista incaricato di selezionare gli articoli e i marchi da proporre nei negozi, ma la sua attività non si esauriva negli acquisti. Fu imprenditore, consulente creativo e interprete delle trasformazioni dello stile. La sua capacità di individuare talenti e linguaggi emergenti rese Sugar conosciuto anche fuori dall’Italia.
Sugar, dalla boutique di Arezzo al concept store internazionale
Negli anni il progetto si è evoluto da negozio di abbigliamento a concept store, uno spazio in cui moda, accessori, architettura, arte e design dialogano tra loro. Nel 2018 Sugar ha trovato una nuova sede nello storico Palazzo Lambardi, ad Arezzo, rafforzando il legame tra ricerca contemporanea e patrimonio architettonico della città.
La forza dell’iniziativa non stava soltanto nella scelta dei marchi: Angiolini aveva costruito attorno al negozio una precisa identità culturale. Un piccolo centro toscano diventava così un punto d’incontro per stilisti, creativi e professionisti del settore. Era questa la sua intuizione più riconoscibile: considerare il negozio come un luogo di scoperta, non come una semplice vetrina.
Dalla Camera Buyer Italia a OroArezzo: gli incarichi
Tra i ruoli più importanti ricoperti da Angiolini c’è la presidenza della Camera Buyer Italia, l’associazione dei principali operatori italiani della distribuzione moda, della quale era diventato presidente onorario. La sua esperienza veniva riconosciuta nel settore per la conoscenza delle collezioni, il rapporto con i brand e la capacità di intercettare il cambiamento.
Il suo lavoro aveva raggiunto anche il comparto orafo: per OroArezzo aveva operato come direttore artistico ed executive strategist, contribuendo a iniziative che mettevano in relazione design, artigianato e mercato internazionale. Anche questo incarico racconta la sua visione ampia della creatività, non limitata all’abbigliamento.
Il cordoglio di Arezzo: il ricordo delle istituzioni
La Camera di Commercio di Arezzo-Siena ha ricordato Angiolini come un imprenditore capace di unire identità locale e prestigio internazionale, sottolineando il contributo offerto alla moda e all’oreficeria. Nel messaggio di cordoglio sono stati richiamati l’impegno per OroArezzo e la capacità di mettere in relazione il saper fare artigiano con i grandi circuiti del lusso.
Anche le organizzazioni del commercio e le istituzioni locali hanno ricordato il suo rapporto con il territorio. Nonostante la dimensione internazionale del suo lavoro, Angiolini aveva mantenuto ad Arezzo il centro della propria attività e dei suoi progetti. Era inoltre un appassionato sostenitore della squadra di calcio cittadina, alla quale aveva dato sostegno in varie occasioni.
Secondo la nota di Confesercenti Arezzo, la sua scomparsa rappresenta una perdita importante per il tessuto imprenditoriale e culturale della città. Un ricordo che va oltre le passerelle e riguarda il ruolo che un’impresa può avere nello sviluppo di una comunità.
La morte a 73 anni e l’eredità lasciata alla moda italiana
Le notizie diffuse sabato 17 ottobre confermano che Angiolini si è spento nella sua abitazione aretina dopo una malattia affrontata da tempo. Non sono stati diffusi dettagli clinici tali da permettere di indicare una causa specifica della morte: sarebbe scorretto attribuirgliene una senza conferme.
Resta il percorso di un imprenditore che ha saputo trasformare un’attività nata in provincia in un marchio riconosciuto nel settore e lasciare un segno nella cultura della moda italiana. Dalla prima boutique fino alla ricerca internazionale di Sugar, Angiolini ha dimostrato che anche lontano dalle grandi capitali possono nascere idee capaci di orientare il gusto.
Per approfondire un altro capitolo della storia dello stile italiano, su Oiusho abbiamo raccontato anche la scomparsa di Valentino Garavani e il suo ruolo nella moda.
Fonti: Sky TG24, Adnkronos e comunicazioni istituzionali diffuse il 17 ottobre 2026.
