Chiavari si prepara a diventare un grande palcoscenico diffuso tra arte, musica, paesaggio e incontri culturali. Dal 30 maggio al 2 giugno 2026 tornano le Giornate di Chiavari, il festival che porta eventi, performance, concerti, proiezioni e passeggiate poetiche nel cuore della città ligure.
La terza edizione, diretta da Massimiliano Finazzer Flory, ha un tema molto chiaro: “Come si sta bene… con la cultura”. Una frase che racconta l’idea centrale del progetto: trasformare Chiavari in un luogo dove il benessere non passa solo dal mare e dal paesaggio, ma anche dalla bellezza condivisa, dalle relazioni, dalla memoria e dall’esperienza culturale.
Per quattro giorni il centro storico, le piazze, le chiese, il porto e perfino i sentieri collinari diventeranno luoghi di incontro. Ma il programma non finirà con il ponte del 2 giugno: le Giornate di Chiavari 2026 continueranno anche il 18 luglio e il 18-19 settembre, per un totale di dieci appuntamenti pensati per allungare la stagione culturale e turistica della città.
Giornate di Chiavari 2026, il festival diffuso nella città dove si sta bene
Le Giornate di Chiavari sono un festival culturale diffuso. Questo significa che gli eventi non si concentrano in un solo teatro o in una sola piazza, ma attraversano la città, creando un itinerario vivo tra luoghi storici, spazi aperti, edifici religiosi, giardini, cinema, porto e percorsi naturali.
L’obiettivo è raccontare Chiavari come una città da vivere lentamente. Non solo una meta di mare, ma un luogo dove la cultura diventa esperienza quotidiana: si ascolta un concerto, si partecipa a un dialogo, si assiste a una performance, si cammina verso un santuario, si guarda un film restaurato o si naviga ascoltando parole e racconti.
Il tema scelto per il 2026, “Come si sta bene… con la cultura”, lega il festival all’idea di qualità della vita. La cultura non viene presentata come qualcosa di distante o elitario, ma come un modo concreto per stare meglio, incontrarsi, condividere tempo e riscoprire l’identità del territorio.
Il programma dal 30 maggio al 2 giugno
Il festival si apre il 30 maggio con le installazioni della Cracking Art in Piazza Matteotti, portando l’arte contemporanea nello spazio urbano. Nella stessa giornata è previsto anche un omaggio a Miles Davis con il sax di Stefano Guazzo.
La Cattedrale ospiterà il dialogo tra Antonio Spadaro e Massimiliano Finazzer Flory, mentre al Cinema Mignon tornerà sul grande schermo Qualcuno volò sul nido del cuculo in versione restaurata, con il commento del critico cinematografico Gianni Canova.
Il 31 maggio sarà la volta della musica al piano di Asako Watanabe, prima con un brunch alla Società Economica e poi con un appuntamento nel giardino di Palazzo Rocca. Al tramonto, la Cattedrale ospiterà il Requiem di Mozart nella versione di Matteo Stella Dance Arts, Matteo Levaggi e Samantha Stella, con danza e orchestra. La giornata si chiuderà con una proiezione a sorpresa dal Festival di Cannes.
Dal trekking poetico al rap italiano: gli appuntamenti del 1° giugno
Il 1° giugno il programma inizierà con un trekking poetico verso il Santuario della Madonna delle Grazie. È uno degli appuntamenti che meglio racconta lo spirito del festival: unire cammino, paesaggio e parola, trasformando il territorio in una scena naturale.
Nel pomeriggio, il centro storico sarà animato dalle performance circensi della compagnia Autoportante. L’arte di strada entrerà così nel cuore urbano di Chiavari, coinvolgendo cittadini e visitatori in un’esperienza più libera e immediata.
La giornata proseguirà con il concerto di colonne sonore della violinista Alice Nappi. In serata, in Piazza Matteotti, il conduttore radiofonico Gianluca Gazzoli racconterà la storia del rap italiano, portando nel festival anche il linguaggio della musica contemporanea e delle nuove generazioni.
Il 2 giugno tra donne, letteratura e musica italiana
Il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, il programma renderà omaggio anche alla memoria civile. La performance 21 donne per Chiavari, con Francesca Chialà, celebrerà gli 80 anni del voto alle donne, collegando arte, storia e partecipazione democratica.
Dal Porto Turistico partiranno due navigazioni letterarie con Stefano Salis, un modo originale per vivere il mare non solo come paesaggio, ma come spazio narrativo. Anche qui il festival mostra la sua natura diffusa: la cultura non resta ferma, ma si muove tra terra e acqua.
La chiusura della prima parte delle Giornate di Chiavari 2026 sarà all’Auditorium San Francesco con un concerto dedicato a Ornella Vanoni e Gino Paoli. Sul palco ci saranno la voce di Mario Lavezzi e il pianoforte di Cristina Di Pietro, per un finale legato alla grande canzone italiana.
Il festival continua a luglio e settembre
Una delle caratteristiche più interessanti dell’edizione 2026 è la scelta di non concentrare tutto in pochi giorni. Dopo il ponte tra maggio e giugno, il festival continuerà il 18 luglio con il dialogo tra Federico Rampini e Jacopo Rampini sull’America contemporanea.
Il programma riprenderà poi il 18 e 19 settembre con gli appuntamenti dedicati ai 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi. Il coinvolgimento delle scuole del territorio e la performance Pinocchio con Massimiliano Finazzer Flory all’Antica Farmacia dei Frati porteranno il festival dentro un immaginario popolare e letterario amatissimo.
Questa distribuzione nel tempo rende le Giornate di Chiavari anche uno strumento di valorizzazione turistica. Non un singolo evento isolato, ma un calendario capace di accompagnare la città durante l’estate e fino all’inizio dell’autunno.
Perché Chiavari diventa una meta da riscoprire
Chiavari è una delle città più eleganti della Riviera ligure di Levante. Il suo centro storico, i portici, le piazze, il mare, il porto e le colline la rendono una destinazione adatta a chi cerca una Liguria meno frenetica rispetto ad altre località più affollate.
Le Giornate di Chiavari 2026 valorizzano proprio questa identità: una città dove si può camminare, ascoltare, partecipare e fermarsi. Il festival non usa il territorio come semplice sfondo, ma lo trasforma in protagonista.
Per chi ama i viaggi culturali, l’evento può diventare un’ottima occasione per organizzare un weekend o una breve fuga in Liguria. La combinazione tra mare, arte, musica, teatro, cinema e paesaggio rende Chiavari una meta interessante anche fuori dalla classica idea di vacanza balneare.
Eventi gratuiti e prenotazioni
Secondo quanto comunicato da Dove Viaggi, tutti gli eventi delle Giornate di Chiavari 2026 sono a ingresso libero. Per alcune attività, però, è prevista la prenotazione obbligatoria tramite il sito del turismo locale.
In caso di pioggia, gli appuntamenti all’aperto verranno spostati all’Auditorium San Francesco. È quindi consigliabile controllare sempre il programma aggiornato prima di partire, soprattutto per gli eventi con posti limitati o per le attività che prevedono spostamenti, cammini e navigazioni.
La formula gratuita è uno degli aspetti più forti del festival: rende la cultura accessibile e invita sia i residenti sia i visitatori a partecipare senza barriere economiche.
Conclusione
Le Giornate di Chiavari 2026 trasformano la città ligure in un festival diffuso tra arte, musica, cinema, teatro, paesaggio e memoria civile. Dal 30 maggio al 2 giugno, con appuntamenti anche a luglio e settembre, Chiavari diventa un laboratorio di benessere culturale e qualità della vita.
Il programma unisce nomi noti, luoghi simbolici e linguaggi diversi: dalla Cracking Art a Miles Davis, da Mozart al rap italiano, da Carlo Collodi alle navigazioni letterarie. Un calendario pensato per chi vuole vivere la cultura non come evento chiuso, ma come esperienza aperta alla città.
Per chi cerca un’idea di viaggio in Liguria, le Giornate di Chiavari sono un’occasione perfetta per scoprire una città dove mare, storia e creatività si incontrano. E dove, davvero, si può stare bene con la cultura.
