Una madre di 50 anni, un figlio di appena 16 e una telefonata al 112 arrivata subito dopo una violenta aggressione. È la drammatica sequenza avvenuta a Roma, in via del Grano, nella zona dell’Alessandrino, alla periferia est della Capitale. Una vicenda che continua a sollevare interrogativi soprattutto per quello che era accaduto soltanto poche ore prima, quando lo stesso adolescente era stato accompagnato in ospedale per alcuni accertamenti e successivamente dimesso.
Il ragazzo è accusato di aver aggredito la madre a mani nude, colpendola ripetutamente. Subito dopo sarebbe stato lui stesso a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Quando polizia e soccorritori sono arrivati sul posto, la donna era ancora viva ma in condizioni gravissime. Trasportata d’urgenza al Policlinico Tor Vergata, è morta poche ore dopo.
Secondo quanto riportato dal Messaggero nel rilanciare il caso, il sedicenne avrebbe spiegato di non sopportare più la madre. Un elemento destinato a essere valutato nel quadro dell’inchiesta, mentre gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione le ore precedenti al delitto e le condizioni del giovane.
Roma, l’aggressione nell’appartamento di via del Grano
La tragedia si è consumata domenica 30 agosto. Madre e figlio vivevano insieme in un appartamento di via del Grano, nell’area dell’Alessandrino, non lontano da Centocelle.
Secondo le ricostruzioni emerse finora, il sedicenne avrebbe colpito violentemente la donna durante il pomeriggio. È stato poi lo stesso ragazzo a telefonare al numero unico di emergenza e a chiedere l’intervento dei soccorsi.
Quando gli agenti sono arrivati davanti allo stabile hanno trovato il giovane ad attenderli. All’interno dell’abitazione i sanitari hanno trovato la cinquantenne ancora in vita, ma le sue condizioni erano estremamente gravi.
La donna è stata trasportata d’urgenza al Policlinico Tor Vergata, dove è morta successivamente a causa delle ferite riportate. Il sedicenne è stato fermato nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura per i minorenni con l’accusa di omicidio volontario.
La prima chiamata al 112 era arrivata la sera precedente
A rendere ancora più complessa la vicenda è quanto accaduto meno di ventiquattro ore prima dell’aggressione mortale.
La sera precedente il ragazzo aveva infatti già contattato il 112. In quell’occasione avrebbe sostenuto che la madre volesse costringerlo a bere della birra. Dopo l’intervento dei sanitari, il sedicenne era stato accompagnato all’ospedale pediatrico Bambino Gesù per alcuni accertamenti.
La madre avrebbe fornito ai soccorritori una versione diversa rispetto a quella raccontata dal figlio. Dopo gli accertamenti e le dimissioni, il ragazzo era tornato a casa insieme alla donna.
Soltanto poche ore più tardi si sarebbe verificata l’aggressione che ha portato alla morte della cinquantenne. Proprio la successione degli eventi è ora uno degli aspetti centrali che gli investigatori stanno cercando di ricostruire.
La perizia psichiatrica chiesta dalla difesa
Uno dei punti più importanti dell’inchiesta riguarda le condizioni psicologiche del sedicenne. La difesa ha chiesto una perizia psichiatrica per valutare la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.
La valutazione dovrà aiutare a chiarire il quadro nel quale sarebbe maturata l’aggressione e quale fosse lo stato del ragazzo nelle ore precedenti alla morte della madre.
Davanti al giudice per le indagini preliminari il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere. Saranno quindi gli accertamenti disposti nel corso dell’indagine e la documentazione sanitaria raccolta a contribuire alla ricostruzione completa della vicenda.
Telefono e computer sequestrati dagli investigatori
Gli inquirenti stanno analizzando anche i dispositivi elettronici appartenenti al sedicenne. Telefono e computer sono stati sequestrati per verificare l’eventuale presenza di messaggi, ricerche o altri elementi utili a ricostruire ciò che è accaduto prima dell’aggressione.
Uno degli aspetti da chiarire riguarda anche l’eventuale premeditazione. Al momento si tratta di un’ipotesi investigativa che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti tecnici e gli altri elementi raccolti dagli inquirenti.
L’analisi dei dispositivi potrebbe inoltre aiutare gli investigatori a comprendere meglio il rapporto tra madre e figlio e le condizioni del giovane nei giorni precedenti alla tragedia.
Le indagini sulle ultime ore prima della tragedia
Il lavoro degli investigatori si concentra ora soprattutto sulla ricostruzione delle ultime ventiquattro ore. La prima telefonata al 112, il passaggio in ospedale, il ritorno nell’abitazione e la successiva aggressione rappresentano una sequenza che dovrà essere analizzata nel dettaglio.
La frase attribuita al ragazzo, secondo cui non avrebbe più sopportato la madre, resta uno degli elementi emersi nel racconto giornalistico della vicenda, ma sarà l’indagine a stabilire con precisione il contesto e il possibile movente.
Restano quindi ancora diversi aspetti da chiarire. La perizia psichiatrica, l’analisi dei dispositivi sequestrati e la ricostruzione degli interventi sanitari precedenti al delitto saranno determinanti per definire il quadro completo di una tragedia familiare che ha profondamente colpito Roma.
