Un uomo di 47 anni avrebbe tentato di portare via un bambino mentre il piccolo passeggiava con la zia nel quartiere Tor Sapienza, alla periferia est di Roma. Il tentativo è fallito grazie alla reazione immediata della donna, che è riuscita a mettere al sicuro il nipote e ad allontanarsi.
Quattro giorni dopo, il padre del bambino ha riconosciuto in strada un uomo corrispondente alla descrizione ricevuta dalla sorella. Ha quindi chiamato la polizia e continuato a seguire a distanza i suoi spostamenti. Il sospettato, accortosi della telefonata, ha cercato di allontanarsi salendo su un autobus, ma il mezzo è stato intercettato poco dopo dagli agenti.
Il tentato rapimento del bambino a Tor Sapienza
L’episodio sarebbe avvenuto nei giorni scorsi a Tor Sapienza. Il bambino si trovava insieme alla zia quando uno sconosciuto si sarebbe avvicinato tentando di trascinarlo via con la forza.
La donna ha reagito senza esitazioni. È riuscita a sottrarre il nipote alla presa dell’uomo e a portarlo in un luogo sicuro, impedendo che il tentativo venisse portato a termine. Subito dopo ha raccontato alla famiglia quanto accaduto, fornendo una descrizione dettagliata del presunto responsabile.
Proprio quelle informazioni si sono rivelate decisive. Il padre del bambino aveva memorizzato i particolari riferiti dalla sorella e, nei giorni successivi, aveva continuato a prestare attenzione alle persone incontrate nella zona.
Il padre lo riconosce quattro giorni dopo
A quattro giorni dal tentato sequestro del bambino, il padre si trovava non lontano dal luogo dell’accaduto quando ha notato un uomo che sembrava corrispondere alla descrizione ricevuta.
Non è intervenuto direttamente. Ha chiamato la Sala operativa della Questura e ha fornito in tempo reale indicazioni sulla posizione e sugli spostamenti del sospettato. Una scelta che ha permesso agli agenti del V Distretto Prenestino di raggiungere rapidamente la zona.
Nel frattempo, il 47enne si sarebbe accorto di essere stato individuato. Per allontanarsi ha raggiunto una fermata ed è salito su un autobus in transito. Il padre ha continuato a comunicare con la polizia, indicando il mezzo sul quale l’uomo era appena salito.
La fuga sull’autobus e l’intervento della polizia
La fuga è durata pochi minuti. Gli agenti hanno intercettato l’autobus poco più avanti e sono saliti a bordo. Tra i passeggeri hanno individuato una persona le cui caratteristiche coincidevano con quelle comunicate dalla famiglia.
L’uomo è stato fermato e accompagnato negli uffici di polizia per gli accertamenti. Si tratta di un cittadino di 47 anni, di origini nigeriane, senza fissa dimora e risultato irregolare sul territorio nazionale.
Gli investigatori hanno lavorato per ricostruire sia quanto accaduto a Tor Sapienza sia i movimenti compiuti dall’uomo nei giorni successivi. Un elemento ritenuto significativo sarebbe emerso quando al sospettato è stata mostrata una fotografia del bambino. La sua reazione avrebbe contribuito a rafforzare il quadro indiziario già raccolto dagli agenti.
Il riconoscimento effettuato dalla zia del bambino
La zia è stata nuovamente ascoltata dagli investigatori. La donna, testimone diretta del tentativo di allontanamento, avrebbe riconosciuto fotograficamente il 47enne come la persona che aveva cercato di portare via il nipote.
Il suo racconto è stato confrontato con la descrizione fornita subito dopo l’episodio e con le indicazioni del padre, che aveva individuato il sospettato in strada. I diversi elementi raccolti hanno portato la polizia a disporre il fermo.
L’uomo è stato quindi trasferito in carcere e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’accusa contestata è quella di tentato sequestro di persona aggravato.
Decisiva la reazione della zia e la segnalazione del padre
La prontezza della zia ha impedito che il bambino venisse portato via. In una situazione durata presumibilmente pochi istanti, la donna è riuscita a reagire, proteggere il nipote e osservare abbastanza dettagli da poter descrivere successivamente l’uomo.
Altrettanto importante è stato il comportamento del padre. Dopo aver riconosciuto il presunto responsabile, non ha tentato di affrontarlo, ma ha chiesto l’intervento della polizia e seguito a distanza i suoi spostamenti. Le indicazioni trasmesse durante la telefonata hanno permesso agli agenti di localizzare l’autobus e bloccare il sospettato.
Il bambino, rimasto fisicamente illeso, è stato affidato alla propria famiglia. Non sono state diffuse informazioni sulla sua età o sulla sua identità, una scelta necessaria per tutelare il minore.
Le indagini sul tentato sequestro a Roma
Gli accertamenti dovranno chiarire con precisione la dinamica del tentato rapimento a Roma e verificare le intenzioni dell’uomo. Gli investigatori potrebbero inoltre controllare i suoi spostamenti precedenti e l’eventuale presenza di telecamere di sorveglianza nella zona in cui si è verificato il fatto.
Il fermo è stato eseguito sulla base degli indizi raccolti durante la prima fase dell’indagine. La posizione del 47enne sarà valutata dall’autorità giudiziaria, chiamata a esaminare la ricostruzione della polizia e gli elementi forniti dai familiari del bambino.
Come previsto dalla legge, l’uomo deve essere considerato innocente fino a un eventuale accertamento definitivo delle sue responsabilità. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari.
