Nel Pordenonese un bambino di quattro anni è caduto dal secondo piano: il padre lo ha afferrato durante il volo. Il tettuccio di un'auto ha attutito l'impatto.
In questa storia
Ha visto il figlio di quattro anni finire oltre il balcone di casa e ha deciso di gettarsi nel vuoto per raggiungerlo. In una manciata di istanti, un padre è riuscito ad afferrare il bambino, a stringerlo a sé e a proteggerlo durante una caduta dal secondo piano. Entrambi sono atterrati sul tetto di un’automobile parcheggiata nel cortile e si sono salvati, riportando soltanto lesioni lievi. È accaduto nell’hinterland di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia.
La vicenda risale a circa un mese fa, tra la fine di settembre e l’inizio dell’autunno 2026, ma è stata resa pubblica il 20 ottobre dal primario di Pediatria dell’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, Roberto Dall’Amico, che ha raccontato sui social l’accaduto e le condizioni del piccolo dopo il ricovero.
La caduta dal secondo piano e la reazione del padre
Stando al racconto del medico e alle ricostruzioni pubblicate dalle testate nazionali, il bambino si trovava sulla terrazza dell’abitazione quando il padre si è accorto che stava per precipitare. Non c’era più tempo per raggiungerlo e trattenerlo prima del salto. L’uomo ha quindi fatto un gesto estremamente rischioso: si è lanciato a sua volta, riuscendo a raggiungere il figlio mentre entrambi erano in caduta.
Il padre ha afferrato il bambino e lo ha stretto contro il proprio corpo. La caduta si è conclusa sul tettuccio di una vecchia utilitaria nel cortile dell’edificio, indicata in alcune ricostruzioni come l’automobile della figlia maggiore dell’uomo. La carrozzeria si è deformata sotto l’impatto, contribuendo ad assorbire parte dell’energia della caduta. La prontezza del genitore e la presenza della vettura sono stati due elementi decisivi nel racconto di quanto accaduto.
Non risultano diffusi dettagli certi sulle ragioni per cui il bambino sia finito oltre il parapetto. È dunque importante non attribuire al piccolo intenzioni o ricostruire movimenti non verificati.
Il ricovero in ospedale: pochi graffi per il bambino, contusioni per il padre
Dopo l’incidente, il bambino è stato portato all’ospedale Santa Maria degli Angeli. I sanitari hanno eseguito gli accertamenti necessari per valutare eventuali conseguenze della caduta, particolarmente pericolosa per un piccolo di quattro anni. Secondo il primario, il risultato dei controlli è stato sorprendentemente rassicurante: non sono emersi traumi gravi e il bambino ha riportato soltanto graffi e lievi contusioni.
Il piccolo è stato dimesso il giorno successivo. Anche il padre, valutato in Pronto soccorso, ha riportato soltanto contusioni. È questo l’aspetto che rende eccezionale la storia: un impatto dal secondo piano che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime si è concluso senza lesioni importanti per entrambi.
Il racconto del primario Roberto Dall’Amico
Il medico ha scelto di raccontare l’episodio partendo da un’immagine concreta, quella della macchina danneggiata rimasta nel cortile: «Quel che resta dell’auto è ancora nel cortile di casa». Nel suo intervento, Dall’Amico ha sottolineato quanto sia stata determinante la decisione immediata del padre, consapevole di mettere in pericolo anche la propria vita.
Il primario non ha però ridotto la vicenda al solo coraggio del genitore. Ha evidenziato anche il ruolo della fortuna e l’attenzione continua richiesta dalla presenza di bambini piccoli in casa: bastano pochi secondi perché una situazione apparentemente ordinaria diventi un’emergenza. Nel suo racconto, la paura di perdere un figlio appare come la forza che ha spinto il padre a superare l’istinto di proteggere se stesso.
Perché la storia è diventata pubblica soltanto adesso
L’incidente non è avvenuto il 20 ottobre: questa è la data in cui il racconto del primario è stato ripreso dalle agenzie e dai giornali. Il fatto era accaduto circa un mese prima. È una distinzione importante per ricostruire correttamente la cronologia ed evitare di confondere il giorno della diffusione della notizia con quello della caduta.
La storia, riportata tra gli altri da Sky TG24, offre un finale fortunato a un episodio che avrebbe potuto essere tragico. Rimane soprattutto il richiamo alla sicurezza domestica: terrazzi, finestre e balconi possono diventare luoghi pericolosi per i bambini, e la prevenzione non può fare affidamento su interventi disperati o circostanze fortunate.
Il tema delle cadute dall’alto era già emerso in un diverso caso di cronaca raccontato da Oiusho a Montelanico, con una dinamica e conseguenze differenti. A Pordenone, invece, padre e figlio sono tornati a casa dopo un incidente che, secondo il medico che lo ha raccontato, poteva trasformarsi in una tragedia.



