Emma Bonino è morta. La storica leader radicale, protagonista della politica italiana ed europea e di alcune delle più importanti battaglie per i diritti civili, aveva 78 anni. Si chiude così una vita pubblica attraversata da politica, istituzioni, campagne per le libertà individuali e un’idea di Europa che Bonino ha continuato a difendere per decenni.
Le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni. Bonino era stata ricoverata all’ospedale Santo Spirito di Roma dopo una crisi respiratoria ed era stata trasferita in terapia intensiva per essere monitorata. Il 10 settembre era poi uscita dalla terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura privata. La situazione clinica, tuttavia, continuava a essere definita delicata.
Emma Bonino morta a 78 anni
La notizia della morte di Emma Bonino segna la fine di una delle carriere politiche più riconoscibili della storia repubblicana recente. Nata a Bra, in provincia di Cuneo, l’8 marzo 1948 e registrata all’anagrafe il giorno successivo, Bonino aveva costruito la propria identità politica all’interno del mondo radicale, diventando una delle figure più vicine e allo stesso tempo autonome rispetto a Marco Pannella.
Deputata, senatrice, commissaria europea e ministra, ha attraversato più di cinquant’anni di vita politica senza abbandonare le battaglie che l’avevano resa famosa: aborto, divorzio, diritti civili, libertà individuali, diritti umani e integrazione europea.
Il ricovero e la crisi respiratoria
Negli ultimi giorni l’attenzione si era concentrata sulle condizioni di salute di Emma Bonino. La leader radicale era stata soccorsa nella sua abitazione a Roma dopo un peggioramento dei problemi respiratori e trasportata in codice rosso all’ospedale Santo Spirito.
I medici avevano disposto il ricovero in terapia intensiva per monitorare i parametri. Bonino era rimasta cosciente e, secondo i bollettini diffusi durante il ricovero, le condizioni erano delicate ma inizialmente stazionarie.
Il 10 settembre era arrivata la notizia dell’uscita dalla terapia intensiva e del trasferimento in una struttura privata, decisione presa dopo un consulto tra il medico curante e gli specialisti dell’ospedale. Il quadro clinico continuava però a richiedere particolare attenzione.
La malattia di Emma Bonino e il tumore al polmone
Emma Bonino aveva parlato pubblicamente anche della propria malattia. Nel 2015 aveva annunciato di avere un tumore al polmone sinistro e di aver iniziato le cure, scegliendo fin dall’inizio di raccontare la diagnosi senza identificarsi con essa.
Negli anni successivi aveva continuato l’attività politica e pubblica. Nel 2023, durante un’intervista a Belve, aveva raccontato di aver superato la battaglia contro il tumore.
Già nel novembre 2025 Bonino era stata ricoverata in terapia intensiva al Santo Spirito. In quell’occasione i medici avevano escluso una recidiva del tumore, riconducendo il malore ad altre cause.
Chi era Emma Bonino: dalla militanza radicale al Parlamento
La storia politica di Emma Bonino è legata indissolubilmente al Partito Radicale e alle grandi campagne sui diritti civili degli anni Settanta.
Nel 1975 contribuì alla fondazione del Cisa, il Centro informazione sterilizzazione e aborto. Le iniziative per portare alla luce il dramma degli aborti clandestini la portarono anche all’arresto dopo un’autodenuncia, in una stagione nella quale la disobbedienza civile era diventata uno degli strumenti politici dei Radicali.
Nel 1976 entrò alla Camera dei Deputati. Da quel momento la sua attività politica assunse una dimensione sempre più nazionale e successivamente europea.
Emma Bonino e Marco Pannella
Impossibile raccontare la carriera di Bonino senza ricordare Marco Pannella. Insieme sono stati protagonisti di numerose battaglie radicali, dal divorzio all’interruzione volontaria di gravidanza, passando per i diritti individuali e la nonviolenza.
Il loro rapporto politico conobbe anche divergenze e momenti difficili, ma entrambi sono rimasti tra i volti simbolo della storia radicale italiana.
Emma Bonino ministra e commissaria europea
La carriera di Emma Bonino non si è limitata alla militanza radicale. Negli anni Novanta è stata commissaria europea, occupandosi tra l’altro di aiuti umanitari durante una delle fasi più drammatiche della guerra nella ex Jugoslavia.
Nel governo Prodi II ha ricoperto l’incarico di ministra per il Commercio internazionale e per le Politiche europee. Nel 2013, durante il governo guidato da Enrico Letta, è diventata ministra degli Affari Esteri.
L’Europa è rimasta uno dei punti centrali della sua azione politica. Bonino ha sostenuto per tutta la vita un’integrazione europea più profonda e l’idea degli Stati Uniti d’Europa.
La nascita di +Europa
Negli ultimi anni il suo nome è stato legato soprattutto a +Europa. Con questa formazione politica Bonino è stata eletta al Senato nel 2018 nel collegio uninominale di Roma.
Anche dopo la mancata rielezione alle politiche del 2022 ha continuato a essere un punto di riferimento dell’area radicale, liberale ed europeista. Nel 2024 era stata acclamata presidente di +Europa.
Emma Bonino, una vita dedicata ai diritti civili
Aborto, divorzio, diritti delle donne, libertà individuali, diritti umani e costruzione europea sono stati i temi che hanno accompagnato praticamente tutta la vita pubblica di Bonino.
Una storia politica lunga mezzo secolo, iniziata nelle campagne radicali degli anni Settanta e arrivata fino alle istituzioni italiane ed europee. Con la morte di Emma Bonino scompare una delle figure più longeve e riconoscibili della politica italiana contemporanea.
