Sale sull’aereo diretto in Francia e soltanto dopo essersi sistemato al proprio posto scopre che la moglie è rimasta a terra. È iniziata così la protesta di un passeggero inglese a bordo di un volo Ryanair in partenza dall’aeroporto Antonio Canova di Treviso e diretto a Parigi-Beauvais.
L’uomo non voleva partire senza la consorte e ha chiesto che venisse fatta salire a bordo. Quando ha capito che non sarebbe stato possibile, la tensione è aumentata fino a rallentare le operazioni di imbarco. Per riportare la situazione alla calma è stato necessario l’intervento della Polizia di frontiera.
Il passeggero è infine rimasto sul velivolo ed è partito da solo. La moglie ha raggiunto la Francia con il volo successivo, mentre per lui è arrivata una multa da 3.000 euro per i disagi provocati dalla protesta.
Treviso, la moglie resta a terra per l’overbooking
L’episodio è avvenuto nella tarda mattinata di giovedì 13 agosto 2026, alla vigilia delle partenze di Ferragosto. La coppia inglese doveva imbarcarsi sul volo Ryanair in partenza da Treviso e diretto all’aeroporto di Beauvais, utilizzato da molti passeggeri per raggiungere Parigi.
A causa dell’overbooking, però, non erano disponibili posti sufficienti per tutti i viaggiatori. Questa pratica consiste nella vendita di un numero di prenotazioni superiore ai posti effettivamente presenti sull’aereo, sulla base della previsione che alcuni passeggeri non si presenteranno alla partenza.
In questo caso il marito era riuscito a superare i controlli e a salire sul velivolo. Soltanto dopo essersi seduto si sarebbe accorto che la moglie non lo aveva seguito ed era ancora all’interno dell’aeroporto.
Secondo quanto riportato da Open, un ritardo dell’uomo durante i controlli dei documenti potrebbe aver contribuito alla confusione. La causa principale del mancato imbarco della donna sarebbe stata comunque l’assenza di un posto disponibile sul volo.
La protesta sull’aereo e l’intervento della polizia
Quando ha compreso che la moglie sarebbe rimasta a Treviso, il passeggero ha cominciato a protestare con il personale di bordo. In un primo momento avrebbe mantenuto toni relativamente contenuti, chiedendo una soluzione che consentisse alla coppia di partire insieme.
L’equipaggio gli avrebbe spiegato che non era possibile far salire la donna su quel volo. A quel punto la protesta è diventata più accesa, fino a bloccare di fatto le operazioni di imbarco degli altri passeggeri.
Il personale ha quindi richiesto l’intervento della Polizia di frontiera. Due agenti sono saliti sul velivolo e hanno avviato un confronto con l’uomo, cercando di convincerlo a interrompere la protesta.
Dopo una trattativa, il passeggero ha accettato di rimanere a bordo e partire senza la moglie. La donna è stata riprotetta sul primo volo utile e ha raggiunto successivamente il marito in Francia.
Multa da 3.000 euro e ritardi all’aeroporto
La protesta ha provocato un rallentamento delle operazioni e ripercussioni sugli orari dello scalo trevigiano. Il collegamento avrebbe accumulato circa un’ora di ritardo, con conseguenze anche su altri movimenti previsti durante la giornata.
Per i disagi causati dal prolungato blocco dell’imbarco, al passeggero è stata contestata una multa da 3.000 euro. La sanzione, quindi, non riguarda il fatto di aver protestato per la moglie rimasta a terra, ma le modalità con cui la protesta avrebbe ostacolato le operazioni aeroportuali.
L’uomo non è stato fatto scendere dall’aereo: dopo l’intervento degli agenti è rimasto sul volo e ha raggiunto la destinazione. La moglie è partita separatamente con il collegamento successivo.
Che cosa succede in caso di overbooking?
Quando un passeggero viene escluso involontariamente da un volo per overbooking, la compagnia deve offrire una soluzione alternativa. Il viaggiatore può scegliere, in base alle condizioni previste, tra il rimborso del biglietto e la riprotezione sul primo collegamento disponibile.
Il Regolamento europeo 261/2004 prevede inoltre assistenza durante l’attesa e, in determinate circostanze, una compensazione economica. L’importo dipende dalla distanza della tratta e dalle modalità con cui è avvenuto il negato imbarco.
Per i voli fino a 1.500 chilometri la compensazione può arrivare a 250 euro. Devono inoltre essere garantiti pasti e bevande proporzionati all’attesa e, quando la partenza alternativa richiede un pernottamento, sistemazione alberghiera e trasferimenti.
Nel caso avvenuto a Treviso non sono stati comunicati eventuali rimborsi o compensazioni riconosciuti alla donna. È stato riferito soltanto che la passeggera ha raggiunto Parigi-Beauvais con il volo successivo.
