Il caso all’istituto Salvemini di Torino
Un grave episodio scuote il mondo della scuola a Torino. Durante l’anno scolastico 2021/2022, un alunno disabile sarebbe stato costretto a trascorrere l’intera giornata in classe, seduto con gli abiti sporchi di urina, senza ricevere assistenza adeguata.
L’episodio, avvenuto presso l’istituto comprensivo Salvemini di via Negarville, è oggi al centro di un procedimento giudiziario che vede coinvolta la dirigente scolastica.
Le accuse contro la dirigente scolastica
La preside Barbara Floris è accusata di maltrattamenti non per atti violenti, ma per omissioni gravi.
In particolare:
non avrebbe garantito al personale scolastico una formazione adeguata sull’utilizzo del deambulatore, limitando i movimenti del ragazzo; non avrebbe vigilato sull’assistenza igienica durante le ore di lezione; avrebbe lasciato l’alunno in condizioni definite “insopportabili” dagli inquirenti.
La procura di Torino sostiene che tali mancanze abbiano compromesso i diritti fondamentali dello studente disabile.
Inclusione scolastica e diritti degli studenti
Il caso ha suscitato indignazione pubblica e riaperto il dibattito sull’inclusione scolastica in Italia.
La vicenda evidenzia la necessità di:
maggiore formazione per docenti e personale ATA sul supporto agli studenti con disabilità; strutture e strumenti adeguati per garantire la dignità degli alunni; controlli più severi per assicurare il rispetto dei diritti dei minori.
Secondo le associazioni per i diritti delle persone con disabilità, episodi di questo tipo dimostrano che il percorso verso una scuola davvero inclusiva è ancora lungo e complesso.
Conclusioni
Aggiornamento: nell’ottobre 2025 la pubblica accusa ha chiesto una condanna a tre anni per la dirigente. La difesa ha contestato l’impostazione accusatoria. Il procedimento riguarda presunte omissioni nella gestione e nell’assistenza dello studente e la responsabilità resta oggetto del processo.
