La tragedia a Santi Cosma e Damiano
La comunità di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, è stata sconvolta dalla morte di Paolo Mendico, 14 anni. La famiglia ha denunciato nel tempo episodi di bullismo e la magistratura ha aperto accertamenti per ricostruire eventuali responsabilità.
Secondo la famiglia, negli anni erano state presentate segnalazioni e denunce per episodi di bullismo. Le scuole coinvolte hanno fornito ricostruzioni non sempre coincidenti con quella dei familiari, motivo per cui sono stati disposti accertamenti e ispezioni.
Le denunce rimaste senza risposta
Secondo i genitori, i continui allarmi non hanno mai portato all’attivazione dei servizi sociali né a misure concrete di protezione. Tutto era iniziato già in quinta elementare, quando Paolo frequentava l’istituto “Guido Rossi”.
La madre e il padre avevano descritto episodi di derisione, umiliazione e persino aggressioni fisiche, con battute sulla sua corporatura esile, sulla sua sensibilità e persino sui capelli lunghi. I bulli lo prendevano in giro paragonandolo a Nino D’Angelo.
La vita di Paolo tra musica e pesca
Nonostante le difficoltà, Paolo cercava momenti di serenità nella musica – suonava basso e batteria – e nelle uscite di pesca con il padre. Piccoli frammenti di normalità che però non riuscivano a colmare le ferite lasciate dall’isolamento e dalla crudeltà dei compagni.
Il trasferimento e il dolore che continua
Dopo la prima denuncia, Paolo era stato trasferito all’istituto comprensivo “Alfredo Fusco” di Castelforte. Ma le vessazioni, raccontano i genitori, non si fermarono. Anche alle superiori, al “Pacinotti” di Santi Cosma e Damiano, sede distaccata dell’IIS di Fondi, sarebbero continuati episodi di esclusione e prese in giro.
Ogni segnalazione è stata documentata: verbali, mail, note interne. Una vera e propria “mappa del dolore” che oggi torna sotto i riflettori.
L’intervento del Ministero
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato l’invio di ispettori ministeriali per analizzare ogni passaggio delle scuole coinvolte. Si cercherà di capire come mai i ripetuti allarmi dei familiari non abbiano mai portato a un intervento concreto a tutela del ragazzo.
La vicenda apre un dibattito nazionale sulla gestione dei casi di bullismo e sulla necessità di risposte immediate quando una famiglia chiede aiuto per proteggere i propri figli.
Conclusione
Aggiornamento 2026: quattro adolescenti sono stati iscritti nel registro degli indagati per presunti atti persecutori. Restano inoltre aperti gli accertamenti della Procura di Cassino su eventuali responsabilità degli adulti. A settembre 2026 le indagini risultano ancora in corso.
