Il Senato ha approvato in via definitiva la legge che istituisce il 4 ottobre come festa nazionale dedicata a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia insieme a Santa Caterina da Siena. La decisione rappresenta un passo importante di carattere civile e simbolico che entrerà in vigore a partire dal 2026, una volta pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Un valore simbolico riconosciuto
Il presidente della Commissione Affari costituzionali, Alberto Balboni, ha sottolineato l’importanza del provvedimento, definendolo «un riconoscimento del valore simbolico di San Francesco, esempio di pace, fraternità e tutela dell’ambiente».
La giornata del 4 ottobre era già considerata solennità civile, ma le modifiche legislative del passato ne avevano attenuato il riconoscimento. Con la nuova legge, la data entra ufficialmente nel calendario delle feste nazionali accanto al Ferragosto e ad altre ricorrenze civili.
Impatti sul calendario civile
Dal 2026, il 4 ottobre sarà a tutti gli effetti un giorno festivo:
osservanza dell’orario festivo nei luoghi di lavoro, divieto di compiere atti giuridici, celebrazioni civili e religiose in tutta Italia.
Una festa per l’Italia intera
La Chiesa cattolica ricorda il 4 ottobre come festa liturgica di San Francesco, figura che incarna valori di pace, solidarietà e amore per il creato. Proprio questi principi sono alla base della nuova legge, che mira anche a promuovere la coesione sociale e la tutela ambientale.
Il primo articolo della normativa sancisce infatti che «al fine di celebrare e promuovere i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà, incarnati dalla figura di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, è istituita la festa nazionale del 4 ottobre».
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