Dopo giorni di polemiche e tensioni diplomatiche, Greta Thunberg è tornata a casa insieme ad altri 70 attivisti coinvolti nella missione della Flottilla, diretta verso Gaza per portare aiuti umanitari.
Le accuse nei confronti di Israele riguardano il presunto trattamento disumano ricevuto in carcere dagli attivisti arrestati durante il blitz navale.
⚖️ Le accuse contro Israele
Secondo quanto riportato dalle associazioni che seguono il caso, durante la detenzione gli attivisti avrebbero subito condizioni degradanti e umilianti.
I rappresentanti dei gruppi umanitari denunciano la mancanza di assistenza legale e il sovraffollamento delle celle, parlando apertamente di “trattamento disumano”.
Israele, dal canto suo, ha respinto le accuse, sostenendo che le misure adottate erano “necessarie per motivi di sicurezza nazionale”.
✈️ Il rimpatrio degli attivisti
Nei prossimi giorni tutti gli attivisti saranno rimpatriati nei rispettivi Paesi.
La Grecia invierà un aereo per riportare a casa 27 cittadini greci e la stessa Greta Thunberg, mentre la Slovacchia si occuperà di una decina di persone.
Anche Francia, Italia e Svezia hanno predisposto voli di rientro per i propri connazionali.
Nel totale figurano 28 francesi, 27 greci, 15 italiani e 9 svedesi, tutti coinvolti nell’operazione di aiuti bloccata dalla marina israeliana.
?️ Le parole degli attivisti
In una dichiarazione congiunta, i partecipanti hanno espresso la loro condanna per le condizioni vissute in carcere:
“La detenzione è stata disumana, con trattamenti degradanti e privazione dei diritti fondamentali. Ma la nostra missione umanitaria non si fermerà.”
Thunberg, tramite i social, ha ribadito che l’obiettivo resta “continuare a sostenere le vittime civili e denunciare le violazioni dei diritti umani”.



