L’arresto durante la missione della Global Flotilla
L’attivista ambientale Greta Thunberg è stata arrestata in Israele dopo essere stata allontanata da una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, diretta verso Gaza con aiuti umanitari. La giovane svedese, nota per la sua lotta contro il cambiamento climatico, si trovava a bordo di una nave che trasportava rifornimenti destinati alla popolazione civile palestinese.
Le accuse e le condizioni di detenzione
Secondo fonti diplomatiche svedesi, Greta avrebbe denunciato “condizioni disumane” durante la sua detenzione. In una comunicazione inviata dal ministero degli Esteri svedese alle persone vicine all’attivista, si parla di una cella “infestata da cimici, con troppo poco cibo e acqua”.
Greta avrebbe ricevuto solo “un pacchetto di patatine” in diverse ore di custodia.
Le reazioni internazionali
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La notizia ha suscitato indignazione in tutta Europa. Diversi gruppi ambientalisti e organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto chiarimenti a Israele e sollecitato un intervento immediato delle autorità svedesi.
Un funzionario svedese che ha visitato Greta in carcere ha confermato che “le condizioni erano inaccettabili per qualsiasi detenuto”.
Una battaglia oltre l’ambiente
Greta Thunberg, già nota per il suo impegno contro il riscaldamento globale, è diventata negli ultimi mesi una voce sempre più attiva anche su temi umanitari e politici, partecipando a manifestazioni in sostegno della popolazione di Gaza.
“Non è solo una questione di clima, ma di giustizia umana”, aveva dichiarato in un’intervista pochi giorni prima della partenza.



