Simone Bilardo è un imprenditore, atleta e autore diventato noto al grande pubblico dopo aver raccontato pubblicamente la sua storia: la scoperta di due tumori al cervello, una prognosi iniziale di due anni di vita e la decisione di cambiare radicalmente il proprio modo di vivere.
La sua esperienza è diventata anche un libro, “Vivo più che mai”, pubblicato da Rizzoli nel 2026. Un racconto personale che non ruota soltanto attorno alla malattia, ma soprattutto al rapporto con il tempo, alle scelte, all’amore e alla necessità di non rimandare continuamente la propria vita.
Chi è Simone Bilardo
Simone Bilardo ha 41 anni ed è originario di una famiglia italiana. È nato in Indonesia e durante la sua vita ha vissuto in numerosi Paesi, tra cui Tunisia, Arabia Saudita, Hong Kong, Filippine, Austria, Regno Unito e Dubai.
Dopo un’esperienza professionale nel settore bancario e finanziario, ha scelto la strada dell’imprenditoria. Parallelamente ha sempre coltivato una fortissima passione per lo sport, praticando discipline come rugby, pugilato e nuoto agonistico fino ad affrontare anche le prove dell’Ironman.
Proprio durante un allenamento in bicicletta avviene l’episodio destinato a cambiare completamente la sua vita.
La scoperta dei due tumori al cervello
Dopo una caduta dalla bicicletta, Simone Bilardo viene sottoposto ad alcuni accertamenti medici. Gli esami portano alla scoperta di due tumori cerebrali.
Una diagnosi arrivata in maniera del tutto inattesa. Uno dei tumori viene descritto nelle successive interviste come non operabile, mentre per Simone inizia un percorso fatto di ulteriori consulti, cure e controlli.
È in questo momento che riceve una delle notizie più difficili: secondo la prognosi iniziale gli sarebbero rimasti circa due anni di vita.
Bilardo ha raccontato più volte di aver cercato inizialmente altri pareri medici, nella speranza che quella previsione potesse essere smentita. Poi, insieme alla moglie Silvia, ha deciso di cambiare prospettiva e di non lasciare che la paura occupasse tutto il tempo che aveva davanti.
Chi è Silvia Tettamanti, la moglie di Simone Bilardo
Al fianco di Simone c’è la moglie Silvia Tettamanti, presenza fondamentale durante tutto il percorso.
Dopo la diagnosi, i due hanno modificato profondamente la loro quotidianità. Simone ha iniziato a lavorare maggiormente da remoto, mentre Silvia ha scelto di accompagnarlo in una nuova fase della loro vita.
Insieme hanno viaggiato a lungo, trascorrendo periodi in Sardegna e attraversando in camper diversi Paesi europei, tra cui Spagna e Portogallo.
Nelle interviste Simone parla spesso della moglie come di una delle persone che gli hanno permesso di affrontare la malattia senza smettere di progettare il futuro.
La prognosi di due anni e la scelta di cambiare vita
Il dato che più ha colpito il pubblico è proprio quella previsione iniziale: due anni di vita.
Una scadenza che, con il passare del tempo, Simone Bilardo ha superato. Il suo racconto pubblico nasce anche da questo punto: l’impossibilità di controllare completamente ciò che accade e, allo stesso tempo, la possibilità di scegliere come vivere il tempo a disposizione.
Non ha mai presentato la propria esperienza come una cura o una soluzione medica. Al contrario, ha sempre sottolineato di continuare a convivere con la malattia, i controlli, le paure e le decisioni sanitarie che il suo quadro richiede.
Come sta oggi Simone Bilardo
Nel 2026 Simone continua a raccontare il proprio percorso. In una recente intervista ha spiegato che uno dei tumori ha mostrato nuovamente una leggera crescita e che sta ricevendo pareri specialistici differenti sull’eventualità di un intervento.
Allo stesso tempo continua a progettare la propria vita insieme a Silvia. Tra i progetti raccontati nei mesi scorsi c’è anche quello di una nuova esperienza in Grecia, legata alla gestione di una struttura dedicata al benessere e ad attività di rigenerazione fisica e mentale.
Il messaggio che Simone porta avanti resta però lontano dall’idea di negare la malattia. La sua testimonianza è piuttosto centrata sulla volontà di non trasformare ogni giornata esclusivamente nell’attesa del prossimo controllo medico.
Il libro “Vivo più che mai”
Nel 2026 Simone Bilardo ha pubblicato con Rizzoli il libro “Vivo più che mai”.
Il volume ripercorre la diagnosi, il rapporto con Silvia, i viaggi e il cambiamento avvenuto dopo aver ricevuto la prognosi. Ma soprattutto ruota attorno a una domanda: cosa cambieremmo oggi se fossimo davvero consapevoli che il nostro tempo non è infinito?
Il libro è stato presentato in diverse occasioni pubbliche, tra cui un incontro a Genova nel febbraio 2026. Lo stesso Bilardo ha chiarito che non vuole essere un racconto triste sulla malattia, bensì una riflessione sul modo in cui spesso si vive rimandando continuamente ciò che conta davvero.
Simone Bilardo sui social
La storia di Simone ha raggiunto un pubblico molto ampio anche attraverso i social network. Nel giro di pochi mesi la sua community è cresciuta fino a superare le centinaia di migliaia di persone.
Bilardo utilizza i suoi profili per raccontare viaggi, paure, controlli, momenti quotidiani con Silvia e riflessioni nate dalla propria esperienza.
Proprio questa esposizione ha generato anche dubbi e critiche da parte di alcuni utenti, soprattutto perché Simone appare spesso attivo e in buone condizioni nonostante la gravità della diagnosi. Lui stesso ha affrontato pubblicamente il tema, ribadendo di non proporre terapie, prodotti o soluzioni miracolose e di limitarsi a condividere la propria esperienza personale.
La nuova vita di Simone Bilardo
Dalla diagnosi in poi, Simone Bilardo ha trasformato molti aspetti della propria esistenza. Ha ridimensionato il peso del lavoro, aumentato il tempo trascorso con la moglie, viaggiato e iniziato a raccontare pubblicamente ciò che gli stava accadendo.
Oggi la sua storia continua a essere seguita proprio perché va oltre la malattia. Al centro c’è una domanda universale: quanto del nostro tempo viene davvero dedicato alle persone, ai luoghi e alle esperienze che consideriamo importanti?
Per Bilardo la risposta è diventata un progetto di vita e, non a caso, anche il titolo del suo libro: “Vivo più che mai”.



