Si è presentato in aula con passo lento, lo sguardo basso e la voce incerta. Davanti ai giudici, un 77enne di Falconara Marittima ha ripercorso quella giornata di fine maggio 2023 che, dice, non potrà mai dimenticare: «Mi picchiavano da ogni parte. Non ho fatto in tempo a reagire. Poi non ho visto più niente».
L’uomo è parte civile in un processo per lesioni personali che vede imputati due uomini, di 38 e 41 anni, parenti di una ragazzina di 12 anni. Secondo la ricostruzione della Procura di Ancona, il pestaggio sarebbe avvenuto come ritorsione dopo un presunto episodio di violenza ai danni della minore.
L’episodio che ha scatenato tutto
Secondo le indagini, poche ore prima dell’aggressione, il 77enne avrebbe baciato la dodicenne sotto il portone del palazzo dove entrambi si trovavano. Per quell’episodio l’uomo ha già patteggiato due anni di reclusione per violenza sessuale aggravata. La bambina, sconvolta, aveva raccontato l’accaduto ai familiari, innescando la reazione immediata dei parenti.
Il caso ha scosso la comunità marchigiana e riacceso il dibattito sul tema della tutela dei minori, spesso affrontato nella sezione Cronaca di Oiusho e in Attualità.
La telefonata e la trappola
Il pensionato ha raccontato in aula di essere stato contattato dallo zio della ragazzina, estraneo all’aggressione: «Mi ha chiamato dicendo “È successo un macello, vieni subito qui”. Sono corso nel palazzo dove abita quella famiglia, che conosco da tantissimo tempo».
Appena arrivato, però, sarebbe stato aggredito da due uomini: «Mi hanno detto che i bambini e i cani non si toccano, poi sono volate le botte. Mi colpivano a destra e a sinistra, non ho fatto in tempo a reagire. Poi tutto è diventato blu. Per fortuna sono arrivati gli agenti della polizia locale».
Le ferite e la prognosi
L’uomo riportò fratture scomposte al volto — mascella e zigomo — con una prognosi di 30 giorni e un lungo periodo di convalescenza: «Per sei mesi non ho visto bene e ho perso l’udito», ha dichiarato in aula. Oggi chiede un risarcimento di oltre 46.000 euro.
Le testimonianze in aula
In aula ha parlato anche la madre della minore: «So che mia figlia ha subito abusi, non mi interessa sapere cosa gli è successo, io non ho visto niente». Gli imputati — l’ex marito della donna e il suo compagno dell’epoca — sono difesi dagli avvocati Nicoletta Pelinga e Michele Boncristiano. L’udienza è stata rinviata al 5 febbraio per ulteriori approfondimenti e testimonianze.
Il dibattito e la riflessione
Il caso di Falconara riporta alla luce il confine fragile tra giustizia e vendetta. Gli esperti sottolineano che la violenza, anche come reazione a un presunto abuso, resta un reato grave. Le autorità invitano a lasciare che sia la magistratura ad accertare la verità, senza cedere all’istinto di farsi giustizia da soli.
Argomenti simili sono stati trattati anche nella sezione Politica di Oiusho, in relazione alla sicurezza urbana e alle responsabilità familiari.
Le prossime tappe del processo
Il tribunale di Ancona ha disposto la prosecuzione del dibattimento per il 5 febbraio 2026, data in cui verranno ascoltati altri testimoni e valutate le richieste di parte civile. La sentenza potrebbe arrivare entro la primavera.
FAQ – Caso Falconara
Chi sono gli imputati?
Due uomini di 38 e 41 anni, parenti della minore coinvolta. Secondo la procura, avrebbero picchiato il 77enne come vendetta.
Perché il 77enne era già stato condannato?
Per aver baciato una dodicenne sotto il portone di casa, episodio per cui ha patteggiato due anni di reclusione per violenza sessuale aggravata.
Che lesioni ha riportato?
Fratture a mascella e zigomo, con una prognosi di 30 giorni. Ha dichiarato di aver avuto problemi di vista e udito per mesi.
Quando si terrà la prossima udienza?
Il processo riprenderà il 5 febbraio 2026 al tribunale di Ancona.
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Redazione Oiusho · redazione@oiusho.com
Fonti di riferimento: Il Resto del Carlino – Ancona; Fanpage; AnconaToday.
