Una vicenda iniziata quasi dieci anni fa e tornata ora al centro dell’attenzione dopo la decisione del Tribunale civile di Alessandria.
I giudici hanno stabilito un risarcimento di circa 450mila euro per la moglie e i tre figli di un uomo di 61 anni morto nel 2016 durante un gioco erotico degenerato in tragedia.
La somma dovrà essere versata dalla donna con cui la vittima aveva una relazione extraconiugale e che era già stata condannata in via definitiva per omicidio colposo.
La tragedia nella mansarda di Alessandria
I fatti risalgono all’11 luglio 2016. Secondo quanto ricostruito durante il processo, il 61enne si trovava in una mansarda ad Alessandria insieme alla propria amante.
I due, secondo gli atti processuali, praticavano da tempo giochi erotici consensuali legati al bondage.
Durante l’incontro qualcosa sarebbe però andato storto.
L’uomo sarebbe rimasto legato per diverse ore fino ad accusare un grave malore.
Quando la donna sarebbe rientrata nella stanza lo avrebbe trovato ormai agonizzante.
Nonostante l’intervento dei soccorritori del 118, il 61enne morì poco dopo per soffocamento.
Il processo e la condanna
Inizialmente la donna era stata accusata di omicidio preterintenzionale.
Successivamente però l’accusa venne riqualificata in omicidio colposo.
I giudici hanno infatti ritenuto che si trattasse di una pratica consensuale tra adulti ma degenerata tragicamente.
Nel 2022 la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha condannato definitivamente la donna a un anno di reclusione per omicidio colposo.
Il concorso di colpa della vittima
Uno degli aspetti centrali della vicenda riguarda il concorso di colpa attribuito alla vittima.
Secondo i giudici, il 61enne avrebbe partecipato attivamente all’organizzazione e allo svolgimento del gioco erotico.
Per questo motivo la responsabilità sarebbe stata attribuita per il 60% alla vittima e per il 40% alla donna condannata.
Il Tribunale civile di Alessandria ha quindi quantificato il risarcimento complessivo sulla base di queste percentuali.
Il risarcimento alla famiglia
Con la recente decisione del Tribunale civile, la moglie e i tre figli dell’uomo dovranno ricevere circa 450mila euro tra risarcimento danni, spese legali e interessi.
La richiesta era stata avanzata dalla famiglia della vittima dopo la condanna definitiva della donna.
Secondo il legale dei familiari, la sentenza rappresenterebbe la conclusione di una vicenda estremamente dolorosa per tutta la famiglia.
Le dichiarazioni emerse nel processo
Durante il procedimento giudiziario la donna aveva raccontato che la relazione con il 61enne andava avanti da quasi dieci anni.
Secondo quanto emerso, le pratiche erotiche estreme sarebbero state abituali all’interno del rapporto tra i due.
La donna aveva inoltre spiegato agli investigatori che il rituale prevedeva anche momenti nei quali lei si allontanava temporaneamente dalla stanza.
Secondo la ricostruzione processuale, proprio durante una di queste fasi l’uomo avrebbe avuto il malore fatale.
Una vicenda che continua a far discutere
Il caso sta generando molto dibattito anche online.
Molti utenti si interrogano sui limiti della responsabilità individuale all’interno di pratiche consensuali estreme.
Altri invece si concentrano soprattutto sul dramma vissuto dalla famiglia della vittima.
La decisione del Tribunale civile di Alessandria ha riportato il caso sotto i riflettori nazionali quasi dieci anni dopo la tragedia.
Conclusioni
La morte del 61enne durante un gioco erotico finito male continua quindi a far discutere anche dopo anni.
Con la sentenza civile che ha stabilito il risarcimento per la moglie e i tre figli della vittima, la lunga vicenda giudiziaria sembra ora arrivata alla conclusione.
Resta però una storia drammatica che continua a sollevare interrogativi su responsabilità, pratiche estreme e conseguenze di giochi degenerati in tragedia.
Punti chiave
- Il Tribunale civile di Alessandria ha stabilito un risarcimento di circa 450mila euro per la famiglia di un uomo morto durante un gioco erotico finito male.
- L’uomo è deceduto nel 2016 a seguito di un incidente legato a pratiche di bondage con la sua amante, che è stata condannata per omicidio colposo.
- La responsabilità della tragedia è stata attribuita per il 60% alla vittima e per il 40% alla donna, considerando la loro partecipazione consensuale.
- Il caso ha riacceso il dibattito sui limiti della responsabilità individuale nelle pratiche consensuali estreme e sul dramma della famiglia della vittima.
- La sentenza civile chiude un lungo capitolo giudiziario ma lascia aperti interrogativi su responsabilità e conseguenze di giochi degenerati in tragedia.
