Una discussione in mezzo alla strada, alcuni minuti di tensione e poi l’aggressione ripresa con uno smartphone. È accaduto a San Benedetto del Tronto, dove Giuseppe Barboni, imprenditore e militante di Futuro Nazionale, il movimento politico legato a Roberto Vannacci, ha colpito con diversi pugni un uomo che stava bloccando il traffico.
Il filmato dell’accaduto è stato successivamente pubblicato sui social dallo stesso Barboni, provocando numerose reazioni e alimentando un acceso dibattito sulla sicurezza e sul ricorso alla violenza.
Giuseppe Barboni e l’aggressione in strada a San Benedetto del Tronto
Le immagini mostrano un uomo fermo sulle strisce pedonali mentre discute con un automobilista e ostacola il passaggio dei veicoli. Nella scena interviene Giuseppe Barboni, che inizialmente sposta una bicicletta rimasta sulla carreggiata e cerca di convincere l’uomo a liberare la strada.
Il confronto, però, diventa rapidamente più acceso. Dopo alcuni minuti Barboni si avvicina all’uomo, lo fa cadere a terra e lo colpisce più volte al volto. Successivamente lo solleva e lo trascina verso il marciapiede, consentendo alle automobili ferme di riprendere la marcia.
Nel video si sentono anche alcune persone presenti tentare di riportare la calma. L’intera sequenza è stata registrata e ha iniziato a circolare velocemente online, diventando uno dei contenuti più discussi delle ultime ore.
Il video pubblicato sui social dal militante di Futuro Nazionale
È stato lo stesso Barboni a diffondere una versione estesa del filmato attraverso i propri profili social. Nel messaggio pubblicato insieme alle immagini, l’imprenditore ha sostenuto che l’uomo, da lui indicato come cittadino iracheno, creerebbe da tempo problemi in città e che, prima dell’aggressione, avrebbe bloccato il traffico per diversi minuti.
Queste circostanze rappresentano la versione fornita da Barboni e non modificano la gravità delle immagini mostrate nel video. La gestione dell’ordine pubblico e di eventuali comportamenti pericolosi spetta infatti alle autorità, non ai singoli cittadini.
Il filmato è stato condiviso anche da alcuni profili politici, mentre numerosi utenti hanno condannato quella che viene descritta come una forma di giustizia privata. Altri commenti hanno invece richiamato i problemi che l’uomo avrebbe provocato in precedenza nella zona.
La condanna del sindaco Nicola Mozzoni
Sull’episodio è intervenuto anche Nicola Mozzoni, sindaco di San Benedetto del Tronto. Il primo cittadino ha preso nettamente le distanze dall’aggressione, ribadendo che la violenza non può rappresentare una soluzione e che nessuno può sostituirsi alle forze dell’ordine.
Mozzoni ha ricordato che l’amministrazione comunale collabora quotidianamente con le autorità competenti per garantire sicurezza e decoro urbano. Anche in presenza di comportamenti molesti o pericolosi, ha sottolineato il sindaco, la risposta deve restare sempre all’interno della legalità.
Resta ora da chiarire se l’episodio avrà conseguenze giudiziarie. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali su eventuali denunce o provvedimenti adottati nei confronti delle persone coinvolte. Il video, intanto, continua a circolare sui social e a sollevare interrogativi sul confine tra intervento di un cittadino, uso della forza e giustizia privata.
