Il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi si trova al centro di una vicenda familiare delicata. Sua figlia Evelina Sgarbi ha chiesto la nomina di un amministratore di sostegno, strumento legale pensato per chi non è più in grado di gestire autonomamente i propri interessi.
Sgarbi si è espresso chiaramente contro questa iniziativa: «Lo incapace? Niente di più falso», ha dichiarato. Secondo il critico, infatti, la richiesta della figlia sarebbe motivata esclusivamente da interessi economici: «Evelina è esosa… vuole di più di quello che già le do», ha aggiunto.
Aggiornamento: nel dicembre 2025 il Tribunale di Roma non ha disposto un amministratore di sostegno per la gestione ordinaria, ma ha ordinato una perizia tecnica per valutare la capacità di affrontare decisioni di particolare complessità e rilevanza. Nel febbraio 2026 il tribunale ha respinto la richiesta della figlia Evelina di revocare il consulente tecnico.
Cosa significa un amministratore di sostegno
L’amministratore di sostegno è uno strumento previsto dall’ordinamento per assistere una persona negli atti indicati dal giudice. La misura viene calibrata sul caso concreto e non comporta automaticamente la perdita generale della capacità di agire.



