L’uso dell’intelligenza artificiale nella musica pone domande concrete su voce, crediti e trasparenza verso chi ascolta.
Da alcuni giorni il tema è al centro di un acceso dibattito sui social grazie a Giuliana Florio, meglio conosciuta come Grose. La creator napoletana si era già fatta conoscere con le dirette NPC diventate virali su TikTok.
Nel settembre 2025 Grose si è esibita al Monteruscello Fest di Pozzuoli. La partecipazione è documentata dal programma dell’evento; le polemiche sull’uso dell’IA e sull’esibizione sono state riportate, tra gli altri, dal Fatto Quotidiano il 16 settembre 2025. I giudizi sulla qualità vocale restano opinioni degli utenti e dei commentatori, non fatti misurabili accertati da Oiusho.
Tra le critiche riportate dalla stampa c’era quella di Sara Penelope Robin, secondo cui il ruolo dell’IA non sarebbe stato chiarito subito. Grose ha invece sostenuto di averlo dichiarato e ha descritto i brani come realizzati usando una versione elaborata della propria voce. Oiusho non ha verificato direttamente i metadati originari delle pubblicazioni.
Il caso ha acceso una discussione più ampia su trasparenza, autorialità e uso dell’IA nella produzione musicale. Spotify distingue inoltre l’uso autorizzato della propria voce dalla clonazione non autorizzata della voce altrui, che può essere segnalata e rimossa secondo la politica della piattaforma sulle imitazioni vocali. Per capire la tecnologia di base, consulta anche la guida di Oiusho su come funziona l’IA generativa.
Punti chiave
- Giuliana Florio, conosciuta come Grose, ha attirato l’attenzione con brani realizzati usando strumenti di IA.
- La partecipazione al Monteruscello Fest è documentata; i giudizi sulla performance restano opinioni.
- La stampa ha riportato versioni contrastanti sulla trasparenza con cui sarebbe stato indicato il ruolo dell’IA.
- Il caso riguarda trasparenza, crediti, autorialità e uso della clonazione vocale nella musica.
