Gianmarco Saurino: la storia di un attore che ha preferito il coraggio alla “fiction facile”
Se pensate a Gianmarco Saurino, probabilmente la prima immagine che vi viene in mente è quella del dottor Lorenzo Lazzarini in Doc – Nelle tue mani o di Nicodemo “Nico” Santopaolo in Che Dio ci aiuti. Ed è normale: sono stati i ruoli che lo hanno fatto entrare nelle case di milioni di italiani. Ma fermarsi qui sarebbe un vero peccato, perché Gianmarco è tutto il contrario di quello che ci si aspetta dal classico volto della fiction Rai. Abbiamo guardato oltre il set ed è chiaro: lui non cerca il successo comodo, cerca storie che lasciano il segno.
Le radici e la gavetta
Nato a Foggia il 12 dicembre 1992, Gianmarco ha oggi 33 anni. Ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della recitazione con la compagnia del Teatro dei Limoni, ancora prima di capire che quel mondo sarebbe diventato la sua vita. Dopo aver frequentato il liceo scientifico Alessandro Volta, ha lasciato la Puglia per Roma, dove si è formato al Centro Sperimentale di Cinematografia. Il teatro, per lui, non è mai stato un ripiego, ma una palestra costante dove sperimentare testi, linguaggi e personaggi differenti, ben lontano dalle luci della ribalta televisiva.
Il salto nel vuoto: perché ha lasciato Doc
Tutti si chiedono ancora perché abbia scelto di uscire di scena da Doc – Nelle tue mani proprio quando il pubblico era al picco dell’affetto per il suo Lorenzo Lazzarini. La verità è semplice: nessuna lite, nessun retroscena oscuro. È stata una scelta artistica consapevole. Dopo anni di successi su Rai 1 – da Che Dio ci aiuti a Non dirlo al mio capo, passando per la miniserie C’era una volta Studio Uno – Gianmarco ha sentito il bisogno di cambiare passo. Ha preferito rischiare, allontanarsi dal “posto fisso” televisivo per esplorare cinema e piattaforme, mettendo a nudo lati diversi della sua versatilità.
Il percorso cinematografico e le serie
La sua carriera è cresciuta tra produzioni che hanno mostrato registri differenti. Lo abbiamo visto protagonista in Maschile singolare e nel suo sequel Maschile plurale, ma anche in Summit Fever, nel fantasy I viaggiatori, nel film sentimentale L’estate più calda e in Te l’avevo detto. Particolarmente intensa è stata poi l’interpretazione di Gildo Claps nella miniserie Per Elisa – Il caso Claps, oltre alla partecipazione nella serie internazionale Kabul e nella terza stagione di Call My Agent – Italia.
Il lato sociale: oltre i riflettori
Quello che ci colpisce di lui è che non fa l’attivista per moda. Dal sostegno ai diritti civili, al progetto Schermi – Cinema Multipiazza per portare proiezioni e incontri nelle periferie, Gianmarco vive la sua professione come una responsabilità sociale. La sua recente missione umanitaria in Congo, fatta nel ricordo di Elisa Claps – che sognava di fare il medico in Africa –, dice molto di più su chi sia quest’uomo rispetto a qualsiasi intervista patinata. E non dimentichiamo il teatro, dove continua a sperimentare con successo, come dimostra lo spettacolo Scandalo di Ivan Cotroneo, recitato accanto ad Anna Valle.
Vita privata: la riservatezza come scelta
Siamo categorici: se cercate gossip, avete bussato alla porta sbagliata. Gianmarco è il re della riservatezza. Non usa la sua vita sentimentale come vetrina e non sentirete mai il suo nome al centro di scoop. Che si tratti di presunte fidanzate londinesi o di speculazioni, lui ha tracciato una linea netta tra il set e la sua casa. Anche quando parla di paternità, lo fa con grande equilibrio, sottolineando come certe decisioni appartengano alla sfera privata.
Cosa fa oggi e dove trovarlo
Oggi lo ritroviamo su Netflix nella terza e ultima stagione de La legge di Lidia Poët, dove interpreta il procuratore Pierluigi Fourneau, un ruolo complesso che lo vede in un legame sentimentale e professionale difficile con la protagonista. Continua a coltivare i suoi progetti teatrali, come Scandalo e Flusso, e l’impegno costante con Schermi. Se volete seguire i suoi progetti professionali e le sue iniziative sociali, potete trovarlo su Instagram con il profilo @giasau. La sua carriera è, in fondo, lo specchio della sua personalità: un percorso mai scontato, che non si ferma alla superficie del successo.
