Ben racconta i presunti retroscena di Falsissimo: accuse sugli audio, testimonianze guidate e 20 terabyte di materiale. Cosa c'è nel video e cosa resta da verificare.
In questa storia
- Il video di Ben su Falsissimo: cosa è successo
- Chi è Ben, il collaboratore diventato protagonista
- Le contestazioni sugli audio: dal caso Lamine Yamal alle puntate di gossip
- Il caso Vito Coppola e le testimonianze che sarebbero state suggerite
- Le persone dietro le quinte e i compensi contestati
- La frase sui 20 terabyte di registrazioni
Fabrizio Corona finisce al centro di nuove contestazioni che arrivano proprio dall’interno di Falsissimo. A sollevarle è Ben, collaboratore del format che il pubblico conosce soprattutto per le richieste di mostrare immagini durante le puntate. In un video di circa quindici minuti diffuso il 20 ottobre 2026, il giovane descrive quello che, secondo lui, sarebbe il dietro le quinte del progetto: registrazioni di riunioni, audio che sarebbero stati montati in modo fuorviante e testimonianze che sarebbero state guidate. Si tratta di accuse, non di fatti accertati da una verifica indipendente.
Il video di Ben su Falsissimo: cosa è successo
Il filmato si intitola Falsissimo – Speciale Tutta la verità ed è comparso sul canale YouTube legato a Fabrizio Corona. La circostanza è singolare: il racconto critico verso il format viene ospitato proprio dallo spazio in cui il format viene normalmente distribuito. Alcuni passaggi sono stati ricostruiti da Fanpage e Lettera43.
Ben racconta di aver iniziato a registrare chiamate e videochiamate durante il rapporto di collaborazione, spiegando di averlo fatto come forma di tutela personale. Nel filmato mostra frammenti che, nella sua versione, documenterebbero il processo di preparazione di alcune puntate. Il contenuto integrale delle conversazioni, il loro contesto e l’eventuale esistenza di parti non diffuse non sono stati verificati autonomamente.
Chi è Ben, il collaboratore diventato protagonista
Chi segue Falsissimo riconosce il nome di Ben: Corona lo chiama frequentemente in causa per inserire fotografie, grafiche e altri elementi visivi mentre racconta i suoi casi. Finora Ben era rimasto in una posizione prevalentemente tecnica, lontano dalla centralità del conduttore.
Le cronache pubblicate il 20 ottobre gli attribuiscono 27 anni. Con questo video rivendica invece un ruolo importante nell’organizzazione del progetto e contesta la rappresentazione di Corona come protagonista unico delle inchieste. Il suo è però un racconto di parte, legato anche a un rapporto professionale che presenta come problematico.
Le contestazioni sugli audio: dal caso Lamine Yamal alle puntate di gossip
Uno dei passaggi più delicati riguarda una puntata dedicata a Lamine Yamal. Ben sostiene che una voce femminile fatta ascoltare come elemento del racconto non appartenesse alla persona che gli spettatori sarebbero stati portati a credere. Per dimostrare questa versione, nel filmato vengono presentati estratti e ricostruzioni.
Il giovane contesta anche il trattamento di alcuni audio e materiali nelle puntate che hanno riguardato Fedez, Chiara Ferragni e Belén Rodríguez. A suo dire, certi montaggi avrebbero cambiato il senso delle conversazioni oppure reso più convincenti ricostruzioni non adeguatamente supportate.
È importante distinguere la presenza di questi spezzoni nel video dalla dimostrazione delle accuse: senza ascoltare le registrazioni complete, verificare identità e provenienza delle voci e confrontare il materiale originario con le puntate pubblicate, non si può concludere che uno specifico audio sia stato falsificato o manipolato.
Il caso Vito Coppola e le testimonianze che sarebbero state suggerite
Tra gli episodi evocati compare anche l’intervista a Vito Coppola. Secondo il racconto di Ben, alcuni interventi mostrati nel video lascerebbero intendere che determinate risposte fossero state preparate o suggerite prima della registrazione.
Il punto è rilevante perché il pubblico distingue normalmente una testimonianza spontanea da una ricostruzione concordata. Anche in questo caso, però, un estratto non basta a ricostruire l’intera dinamica: la contestazione deve restare attribuita al suo autore.
Le persone dietro le quinte e i compensi contestati
Ben afferma che Falsissimo sia il risultato di un lavoro di squadra più ampio di quanto emerga davanti alla telecamera, citando collaboratori impegnati nell’elaborazione dei testi e dei contenuti. Nel video si parla anche di presunti compensi non corrisposti e vengono menzionati messaggi che, secondo il giovane, riguarderebbero richieste di pagamento.
Non risultano, nel materiale esaminato per questo articolo, accertamenti indipendenti che consentano di stabilire quali somme siano effettivamente dovute o quale fosse il contenuto degli eventuali accordi professionali.
La frase sui 20 terabyte di registrazioni
Nel finale Ben sostiene di custodire circa 20 terabyte di materiale tra conversazioni, videochiamate, documenti e altri file. Parla di un archivio che potrebbe utilizzare per ulteriori rivelazioni.
La quantità dichiarata è notevole, ma non abbiamo elementi per verificarne il volume, l’integrità o la provenienza. Per il momento rappresenta una dichiarazione del protagonista del video, non la prova della fondatezza di tutte le contestazioni.
Perché il filmato compare sul canale di Fabrizio Corona?
La pubblicazione sullo stesso canale di Corona è l’aspetto che ha alimentato i dubbi di parte del pubblico. Alcune cronache hanno anche evidenziato il legame del filmato con un’iniziativa commerciale di Ben. Questo elemento suggerisce prudenza nel descrivere il caso come una rottura definitiva: una componente promozionale e una contestazione professionale possono convivere, ma non ci sono elementi sufficienti per stabilire quale sia la natura complessiva dell’operazione.
Per valutare ciò che è accaduto serviranno eventuali risposte di Corona, chiarimenti del gruppo di lavoro e verifiche sul materiale citato da Ben. Fino a quel momento sono le affermazioni pubbliche del giovane, e non un verdetto, a costituire la notizia.
Il video nel giorno della causa civile Mediaset-Corona
La pubblicazione arriva in una giornata già delicata per Corona: il 20 ottobre si è tenuta a Milano la prima udienza della causa civile promossa da Mediaset e da alcuni volti televisivi, con una richiesta risarcitoria complessiva riportata dalla stampa di 160 milioni di euro. Oiusho aveva già raccontato la causa da 160 milioni tra Mediaset e Corona.
Le contestazioni diffuse nel video di Ben e il contenzioso con Mediaset sono vicende differenti: non bisogna confondere le dichiarazioni del collaboratore con gli atti o gli accertamenti di un procedimento giudiziario. Per capire il contesto editoriale del format, si può leggere anche il precedente approfondimento di Oiusho sulla puntata di Falsissimo pubblicata tra polemiche e contestazioni.
Cosa sappiamo e cosa resta da chiarire
Ad oggi è verificabile che un filmato di circa 15 minuti è stato diffuso sul canale di Corona e che Ben, nel suo racconto, solleva dubbi sulla preparazione di alcune puntate. Restano invece da accertare autonomamente l’autenticità integrale degli audio, la ricostruzione del loro contesto, la questione dei compensi e la consistenza dell’archivio annunciato.
Il tema centrale non è soltanto lo scontro tra due persone legate a un format seguito online, ma la differenza tra una denuncia pubblica e i riscontri necessari per trasformarla in un fatto dimostrato.
Fonti consultate: Today, Fanpage, Lettera43 e il video Falsissimo – Speciale Tutta la verità. Aggiornamento: 20 ottobre 2026. Immagine in evidenza: Fabrizio Corona in una foto d’archivio del 2009, autore Roberto Vicario/Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0. La fotografia non ritrae il video o le persone coinvolte nelle nuove dichiarazioni.



