Una finale lunga, tirata, piena di emozioni e con un peso umano che si è sentito fino all’ultima nota: Ballando con le Stelle 2025 ha incoronato i suoi vincitori. A trionfare, al termine della diretta conclusiva andata in onda su Rai 1 sabato 20 dicembre 2025, è stata Andrea Delogu, in coppia con il maestro Nikita Perotti. Il verdetto è arrivato dal mix di voti e dal responso finale del pubblico: 55% delle preferenze, un margine che racconta una scelta chiara e una storia che ha coinvolto, settimana dopo settimana, anche chi non si perde una puntata del dance show.
Il successo di Andrea Delogu non è soltanto la fotografia di una finale vinta: è il punto di arrivo di un percorso costruito tra disciplina, crescita tecnica e una narrazione personale diventata inevitabilmente centrale. In questa edizione, infatti, la conduttrice ha attraversato un momento drammatico, il lutto per la morte del fratello Evan Oscar Delogu, scomparso a soli 18 anni in un incidente in moto a fine ottobre. Un evento che ha segnato la stagione, il cast e anche il pubblico a casa, che ha visto la concorrente fermarsi, ritrovare fiato e poi scegliere di tornare in pista.
La finale del 20 dicembre: una maratona tra prove, spareggi e colpi di scena
La serata conclusiva, come tradizione di Ballando, è stata costruita come una vera maratona: esibizioni una dopo l’altra, giudizi, commenti, tensione da televoto e quell’attesa che in studio si taglia con un coltello. Tra coreografie curate, cambi d’abito, ritmo serrato e la sensazione costante di “tutto può succedere”, la finale del 2025 si è trasformata in un ring elegante: non pugni, ma passi, posture, prese, musica e controllo dei nervi.
In questo tipo di puntate non vince soltanto chi balla bene. Vince chi regge la pressione, chi riesce a non farsi travolgere dal meccanismo della diretta, chi porta sul palco una storia capace di trasformarsi in energia. Delogu e Perotti hanno sfruttato ogni elemento a favore: tecnica migliorata, intesa di coppia, presenza scenica e un crescendo emotivo che, alla fine, ha fatto presa.
La finale ha premiato anche l’impianto classico del programma: la giuria che analizza, il pubblico che decide, i concorrenti che vivono la puntata come un ultimo esame. E, come spesso succede, l’ultima parola è stata quella più imprevedibile: la platea a casa, con la mano sul telefono e la sensazione di “sto scegliendo davvero”.
Andrea Delogu e Nikita Perotti: perché hanno convinto
Il punto chiave della vittoria di Andrea Delogu sta in una trasformazione visibile. All’inizio del percorso, l’attenzione si concentra spesso su due aspetti: l’istinto e la simpatia. Poi arriva la parte dura, quella che separa l’effetto “personaggio” dall’effetto “ballerino”: la costanza. Settimana dopo settimana, Delogu ha mostrato un’evoluzione concreta: più controllo, più precisione, più pulizia nei movimenti, meno timore di osare.
Accanto a lei, Nikita Perotti ha fatto ciò che un maestro deve fare in questi programmi: costruire un’identità di coppia. Non “la star e il ballerino”, ma due persone che portano una storia unica, riconoscibile. Nelle settimane, l’intesa si è trasformata in affidabilità: quando il programma entra nella fase decisiva, l’affidabilità diventa un vantaggio competitivo enorme.
In finale, il loro punto di forza è stato proprio questo: non sembravano due che “stanno facendo un numero”, ma due che stanno chiudendo un percorso. E quando una coppia arriva così, il pubblico spesso lo percepisce come un merito totale, non come un momento isolato.
Secondo posto per Francesca Fialdini e Giovanni Pernice: una finale a due fino all’ultimo
Il televoto ha disegnato un testa a testa vero: Francesca Fialdini con Giovanni Pernice si è fermata al secondo posto, ma la sensazione è stata quella di una finale giocata punto su punto, con fasi in cui l’equilibrio sembrava potersi spostare da un lato o dall’altro. Fialdini ha portato sul palco un mix di eleganza e determinazione, con l’atteggiamento tipico di chi non si accontenta di “fare bene”: vuole arrivare al massimo, anche quando la stanchezza si fa sentire.
Il secondo posto, in un programma così popolare, non è una medaglia minore: significa aver conquistato pubblico, giuria, commenti, trend, discussioni e quel tipo di riconoscibilità che spesso dura oltre la stagione televisiva. In altre parole: non si vince soltanto con la coppa. Si vince anche restando addosso alla gente per settimane.
Una vittoria che pesa di più: il lutto e il ritorno in pista
Questa edizione è stata segnata da una notizia che ha scosso non solo chi segue lo spettacolo, ma anche chi, magari, non guarda Ballando con regolarità. A fine ottobre, Andrea Delogu ha vissuto una tragedia familiare: la morte del fratello Evan Oscar Delogu, 18 anni, in un incidente in moto a Bellaria Igea Marina. Un dolore che ha portato la conduttrice a fermarsi, a vivere la dimensione privata e a rientrare solo quando ha sentito di poter affrontare di nuovo la scena.
In tv, soprattutto nei programmi del sabato sera, la realtà personale entra spesso con delicatezza. Ma quando accade un evento così forte, la delicatezza diventa quasi un dovere collettivo: produzione, cast e pubblico si stringono, cambiano i toni, si abbassano i volumi. Il ritorno di Delogu in pista è stato percepito come un gesto di coraggio, ma anche come una scelta complessa: tornare non significa “mettere da parte”, significa provare a trasformare il dolore in un passo, in un respiro, in un modo per resistere.
La vittoria finale, in questo contesto, assume un valore diverso. Non è una “rivincita” nel senso facile del termine, perché la vita non si bilancia così. È piuttosto un segnale: la possibilità di proseguire, di non fermarsi, di trovare un punto di appoggio anche in un percorso televisivo che, improvvisamente, diventa più grande del ballo.
Il 55% e il peso del televoto: quando decide il pubblico
Il dato che fotografa il trionfo di Andrea Delogu e Nikita Perotti è semplice e definitivo: 55%. In un’epoca in cui ogni puntata vive anche sui social, quel numero racconta un consenso trasversale. Non serve essere tecnici di danza per partecipare alla decisione. Anzi, spesso conta di più la percezione complessiva: la crescita, la credibilità, l’emozione, la capacità di stare sul palco senza farsi schiacciare dal personaggio pubblico.
Ballando con le Stelle, da sempre, è un programma che vive su un equilibrio delicato: giudizi e polemiche, entusiasmo e critica, disciplina e intrattenimento. Il televoto è l’elemento che rompe la bolla dello studio e porta dentro la casa degli italiani. In questa edizione, il pubblico ha scelto di premiare un percorso che ha unito intrattenimento e intensità umana.
Ed è qui che la vittoria di Delogu diventa anche un messaggio televisivo: in un sabato sera spesso dominato da show spettacolari e gare di performance, la gente ha premiato un percorso percepito come autentico. Non perfetto, non “da manuale”, ma vero.
Il ruolo di Nikita Perotti: il maestro che costruisce il risultato
In ogni edizione, i maestri sono metà del racconto. Quando il concorrente arriva in finale, la domanda è sempre la stessa: “Quanto c’è di lui e quanto c’è del maestro?”. La risposta giusta è quasi sempre: c’è tutto. Nikita Perotti, in questa stagione, è stato il tipo di maestro che lavora di cesello: corregge, ripete, insiste, costruisce sicurezza, gestisce l’ansia e sceglie coreografie che valorizzino senza mascherare.
Un maestro efficace non nasconde i limiti dell’allievo: li trasforma in stile. Se manca potenza, lavora sulla fluidità. Se manca precisione, lavora sul ritmo. Se manca fiducia, lavora sull’interpretazione. E quando la coppia arriva in finale, il pubblico “vede” quella costruzione, anche se non la chiama con quel nome.
Perotti, inoltre, ha gestito un elemento spesso sottovalutato: il clima emotivo. Una coppia non balla mai in un vuoto. Balla dentro un contesto di puntate, commenti, pressioni, imprevisti, stanchezza. Restare lucidi e presenti è una competenza. E in finale, la competenza conta quanto la coreografia.
La serata che chiude la stagione: tra spettacolo e sentimenti
La finale di Ballando con le Stelle è, ogni anno, una sorta di rito pop. Non è solo una puntata: è un bilancio. Per il pubblico è il momento del “chi merita davvero”. Per i concorrenti è la fine di un periodo in cui la vita ruota attorno alle prove, alle cadute, alle tensioni e ai progressi. Per la produzione è la notte della sintesi: lo show deve essere grande, ma anche ordinato; emozionante, ma leggibile; pieno, ma non confuso.
Nel 2025, più che in altre edizioni, la finale ha avuto un sapore particolare. Perché la stagione ha mostrato che lo spettacolo non è una bolla protetta: succede qualcosa fuori, e quel qualcosa entra, cambia i toni, ridisegna le priorità. Eppure, proprio per questo, la puntata conclusiva ha fatto ciò che la televisione sa fare quando trova il punto giusto: ha accompagnato il pubblico dentro un’emozione condivisa, senza forzare troppo, ma senza nemmeno fingere che tutto sia leggero.
Cosa resta dopo la vittoria: il “dopo Ballando” di Andrea Delogu
Per approfondire le notizie sulla vita privata della conduttrice successive alla vittoria del 2025, leggi la nostra scheda su Alessandro Marziali, età, lavoro e rapporto con Andrea Delogu. Le vicende raccontate a Ballando con le Stelle e quelle relative alla sua vita sentimentale appartengono a periodi e contesti diversi.
Dopo Ballando con le Stelle, per molti concorrenti, arriva una fase nuova: più popolarità, più richieste, più attenzione. Per chi vince, spesso, si apre una stagione di ospitate, progetti e scelte. Nel caso di Andrea Delogu, la vittoria si intreccia con un momento personale delicato, e questo rende il “dopo” ancora più significativo.
Il pubblico che l’ha seguita non ha visto solo una conduttrice in gara: ha visto una persona attraversare un dolore e provare a non farsi spegnere. È probabile che questa edizione resterà attaccata al suo nome per molto tempo, anche al di là dei passi e dei voti, perché ha costruito un’immagine più completa: una professionista capace di stare in scena, ma anche una donna che non ha nascosto la fragilità quando la fragilità era inevitabile.
Se Ballando è anche una scuola di resistenza, Delogu ha portato a casa la lezione più dura: continuare, senza fingere che sia facile. E forse è proprio per questo che la sua vittoria non è sembrata “solo” una vittoria televisiva. È sembrata, a molti, un modo per dire: ci sono ferite che non si chiudono, ma c’è un modo per restare in piedi.
Ballando con le Stelle 2025: la notte del verdetto
Alla fine, resta l’immagine più classica del programma: l’annuncio, l’abbraccio, la musica che sale, il pubblico che applaude, la sensazione che per un attimo tutto si fermi. Andrea Delogu e Nikita Perotti vincono Ballando con le Stelle 2025 con il 55% e chiudono un’edizione destinata a essere ricordata per il suo mix di spettacolo e umanità.
In un sabato sera dove spesso la tv cerca soltanto l’effetto, questa finale ha portato un’altra cosa: un’emozione che non nasce da una battuta, ma da un percorso. E quando la televisione riesce a farlo senza trasformare tutto in retorica, il pubblico se ne accorge. E vota di conseguenza.
Perché sì: si può vincere con un passo perfetto. Ma, a volte, si vince anche con un passo che trema e va avanti lo stesso.
Punti chiave
- Andrea Delogu vince Ballando con le Stelle 2025 in coppia con Nikita Perotti, ottenendo il 55% dei voti del pubblico.
- La finale è stata caratterizzata da esibizioni emozionanti e sfide di grande intensità emotiva.
- Andrea ha superato una tragedia personale durante la stagione, trasformando il dolore in una forza per tornare in pista.
- Francesca Fialdini e Giovanni Pernice ottengono il secondo posto, in una finale equilibrata e competitiva.
- La vittoria di Delogu sottolinea l’importanza di autenticità e vulnerabilità nel percorso televisivo.
